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Londra 2012: chiusura spettacolare
Redazione
14 anni fa
La cerimonia di chiusura dell'Olimpiade all'insegna della musica e del puro spettacolo

Londra ha detto addio (o arrivederci?) ai Giochi Olimpici. Ieri sera una spettacolare cerimonia di chiusura ha decretato la fine della XXX Olimpiade dell’era moderna. Il testimone ora è nelle mani di Rio de Janeiro per l’appuntamento del 2016. La cerimonia di apertura aveva fatto l’unanimità per la sua originalità e interpretazione della storia britannica. Quella di chiusura non è stata da meno. Il tutto è girato attorno alla musica. La musica che in Gran Bretagna non è solo “divertissment” ma cultura e storia. Sul palco sono passati alcuni tra i più grandi nomi del British pop recente o meno. Annie Lennox, il chiatarrista dei Queen, Brian May accompagnato dal batterista Roger Taylor, tanto per citare qualcuno. Ma Londra non dimentica chi non c'è più. Ed ecco apparire Freddy Mercury che "gioca" con il pubblico dagli schermi giganti posti al centro del palco. Ecco John Lennon cantare "Imagine". Per l’occasione sono tornate a cantare assieme anche le Spice Girls, vere icone di quella che fu la “Cool Britannia” di Tony Blair. Qualcuno ha storto il naso, ma non hanno mai dichiarato di voler essere le eredi dei Beatles, quindi le cinque ragazze sono da prendere come sono, godersele e basta. Si sono rivisti George Michael, e i Madness. Un’Olimpiade che si è chiusa nel migliore dei modi. I timori per attentati sono risultati fortunatamente infondati. La capitale inglese ha retto l’urto delle Olimpiadi, grazie anche al pragmatismo tipicamente anglosassone associato ad un’organizzazione perfetta, a detta di chi ci è stato e ci ha lavorato, che ha permesso a tutti di godersi giochi e città. Jacques Rogge, il presidente del CIO, nel suo discorso finale ha voluto ringraziare tutti i volontari: “Non dimenticheremo mai i sorrisi, la gentilezza e il supporto dei magnifici volontari, gli eroi di questi Giochi”. E c'erano loro. Gli atleti. Tutti ai piedi del palco,che rappresentava una Union Jack, la bandiera della Gran Bretagna. Tutti felici, sembravano bambini alla festa della scuola. Giustamente. Dopo il momento dello sforzo ci deve essere il momento del gaudio e della festa. Boris Johnson, l'eclettico ed eccentrico sindaco di Londra, passa la bandiera olimpica al "collega" brasiliano Eduardo Paes.Poi è Rio. Lo stadio si trasforma in un sambodromo. E arriva anche Pelé a dare appuntamento tra quattro anni. La fiamma olimpica è stata spenta, e ogni nazione presente ha ricevuto uno dei 204 “petali” che componevano il braciere. È infine toccato agli Who chiudere la cerimonia. Il gruppo, vera e propria leggenda della musica britannica, ha intonato “My generation” l’inno che negli anni ’60 fece da colonna sonora ai mutamenti di costume che interessarono il mondo occidentale, dei quali Londra fu il fulcro. Un tema, quello delle "generazioni" che ha fatto da slogan anche a questi Giochi: "Inspire a generation".Ora spazio ai Paralympics che si terranno nella Capitale inglese dal 29 agosto al 9 settembre. I biglietti venduti sono già più di 2'000'000. A Pechino furono 150'000. Anche qui Londra saprà dare il meglio di sé.MM

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