
La notizia l'ha lanciata stamane il Blick: il miliardario egiziano Samih Sawiris è interessato ad impegnarsi con l'Ambrì e ha già incontrato più volte Filippo Lombardi. Per saperne di più di ci siamo dunque rivolti direttamente al presidente biancoblù.A che punto siamo? "Non c’è nessuna trattativa in corso con Sawiris. C’è il desiderio di incontrarsi dopo l’estate per vedere se ci sono delle possibilità di collaborazione che sarebbero sensate anche con il suo progetto ad Andermatt". Si può dunque parlare di una trattativa... in fase embrionale? “Di per sé non è cambiato niente. Con Sawiris ci siamo incontrati. E ne riparleremo. Ma io ho sempre detto che per l’Ambrì la priorità è quella di dimostrare che sa stare in piedi con le sue gambe. E che sa risolvere i suoi problemi. Anzitutto dobbiamo dunque risolvere i nostri problemi. Poi si potrà anche discutere di partnership che riguardano il futuro”. Quante volte si è incontrato con Sawiris? "Due volte, ma non nel quadro di una trattativa per l’Ambrì. Quello che c’è è l’intenzione di rivedersi, questa volta per discutere effettivamente di Ambrì. Ma che cosa ne potrà uscire credo sia assolutamente prematuro dirlo”. Un'eventuale collaborazione ha maggiore chances di andare in porto in campo sportivo o in campo immobiliare, magari nella costruzione della nuova Valascia? “Nessuna idea. Il suo campo di attività è nell’immobiliare, ma nell’edilizia abitativa. E non so se gli stadi sono una sua priorità. Quello che vedo abbastanza logico è un certo interessamento dal punto di vista delle attività connesse a tutto il progetto di Andermatt. Quindi un interesse verso delle attività da offrire a chi va ad Andermatt in albergo o a chi acquista una casa o un appartamento nella stazione turistica urana”. Se ne parla da tanti anni: ma il matrimonio con il miliardario egiziano sembra che non riesca mai a decollare...“Sicuramente non aveva molto senso parlarne un paio di anni fa quando Sawiris aveva appena aperto il suo cantiere, non aveva ancora un bisogno concreto, e aveva tante altre priorità. Ora però il progetto di Andermatt sta vedendo la luce. Sawiris ha sempre detto di non voler forzare i tempi e infatti il progetto è ventennale. Ora però ci sono le prime case. E il primo albergo è quasi pronto. Quindi si comincia a porre il problema di quello che può essere un’attività o una vita sociale o sportiva collegata a questo progetto immobiliare. Semplicemente ora è attuale. Due o tre anni fa invece non lo era”. Da parte vostra c'è più speranza o più scetticismo? “L’Ambrì ha una forza intrinseca che gli ha permesso di superare tantissime difficoltà nel corso dei suoi 75 anni di storia. E credo che deve basarsi su questo per guardare al futuro. Poi naturalmente le collaborazioni, le partnership, gli azionisti e gli sponsor sono tutti elementi estremamente importanti. Bisogna saperli cercare. E bisogna anche avere del sano realismo: senza apporti finanziari esterni la valle e forse anche il Ticino da soli non riescono più a far vivere un progetto come quello dell’Ambrì. Gli apporti esterni possono insomma essere importanti, ma al contempo bisogna riuscire a non vendere l’anima. E anche per questo è importante mantenere la linea ci ha permesso di fare 75 anni della nostra storia”. Spariamo una percentuale. Quante chances ci sono che Sawiris acquisti delle azioni del club biancoblù? “Non so. Questo farà parte delle discussioni che faremo questo autunno”.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

