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Lombardi: "Chiare competenze all'interno dell'HCAP"
Redazione
16 anni fa
Il presidente biancoblù prende posizione sulle competenze di JJ Aeschlimann, discusse durante la puntata di Fuorigioco di lunedì sera

Il presidente biancoblù Filippo Lombardi prende oggi posizione sul sito dell'HCAP sulle competenze di JJ Aeschlimann, discusse durante la puntata di Fuorigioco di lunedì sera. Ve la proponiamo per intero."Mentre siamo tutti - dirigenti, giocatori, tifosi - molto preoccupati per la situazione sportiva della 1. Squadra e stiamo tutti lottando per trovare le giuste soluzioni per uscire dalla crisi che l’ha colpita contrariamente a tutte le aspettative di solo tre settimane or sono - scrive Lombardi - sembrerebbe che qualcuno ne voglia approfittare per regolare tramite i media qualche vecchio conto con il nostro Direttore generale. Chiaramente la nostra priorità in questo momento è la squadra e non questo tipo di beghe, ma spendo lo steso cinque minuti per spiegare a chi non avesse ancora capito – o peggio non volesse capire – il ruolo di Jean-Jacques Aeschlimann nel nostro organigramma. La decisione del CdA lo scorso anno è stata chiara: con le scarse risorse disponibili – e ritenuto che i mezzi vanno impiegati principalmente per rafforzare la squadra – abbiamo voluto evitare doppioni e concentrare le forze in modo mirato. Abbiamo dunque designato un unico responsabile sportivo (DS e head coach nella stesa persona) e un responsabile della gestione aziendale (ovvero un Direttore generale nel senso svizzero della parola, non un “General Manager” alla nordamericana). Così fanno anche altre società, ed è una scelta legittima che permette al responsabile sportivo non solo di lavorare sul ghiaccio ma anche di impostare la squadra del futuro, mentre il direttore generale deve appunto gestire un’azienda di una decina di milioni con una cinquantina di collaboratori, molte migliaia di clienti e moltissime relazioni esterne (dal progetto Valascia alla Federazione ticinese e alla Lega nazionale, dalla GBB ai Fan Club, dai fornitori agli agenti, dagli sponsor agli arbitri, dai partner club alle altre società, dal Settore giovanile ecc. ecc.). Il tutto con un budget strettissimo da tenere costantemente sotto controllo e con uno staff davvero molto ridotto, con la conseguenza di dover fare spesso e volentieri il boia e l’impiccato. Chi viene alla Valascia una volta la settimana – e lo ringrazio di cuore di fare questo sforzo malgrado l’amarezza sportiva del momento – nemmeno immagina il lavoro tecnico, informatico, amministrativo, contrattuale, assicurativo e via dicendo che sta dietro a quel che vede in pista. Ma posso assicurargli che è enorme e viene svolto dalla metà, o talvolta anche solo da un terzo dell’organico disponibile in altre società. Di sicuro nessuno può permettersi di passare semplicemente le giornate dietro alla scrivania! Avessimo affidato questo compito a qualsiasi laureato in gestione aziendale, probabilmente nessuno ne parlerebbe. Se abbiamo la fortuna di avere in questa posizione un ex-giocatore di lungo corso, possiamo in più beneficiare della sua esperienza specifica, che è importante per noi. Ma ciò non significa che egli debba essere una specie di super-direttore sportivo incaricato di rifare anche il lavoro di quello vero. Il quale, sia chiaro, deve rispondere della sua gestione e dei suoi risultati sportivi all’intero CdA. Sperando di aver chiarito questo aspetto e di non doverci perdere in sterili polemiche di retroguardia, torniamo ora tutti al duro lavoro per il nostro Ambrì, che ne ha davvero tanto bisogno. Grazie della comprensione, amici biancoblu. E avanti insieme con l’unico motto che conta: Forza Ambrì".

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