Cerca e trova immobili
Sport
Lockout: discussioni interrotte
Redazione
14 anni fa
La NHL e l'associazione giocatori hanno interrotto "drammaticamente" le trattative. Il lockout continua

Negli scorsi giorni si sbandierava che il lockout potesse finire presto. Addirittura sembrava che i giocatori presenti in Svizzera avessero già ricevuto un sms che li metteva li invitava a preparare armi e bagagli per tornare. Sembrava che la presenza di Sidney Crosby potesse essere decisiva per la ripresa: "Possiamo essere in 700 giocatori a parlare, ma quando parla Crosby ha un peso superiore a tutti. Lui è l'immagine della NHL. È il futuro" aveva detto Josh Gorges. Troppa fretta. Infatti, come si poteva presagire dalle dichiarazioni di alcuni giocatori di mercoledì sera, tra i quali Maxim Lapierrre, Josh Gorges e Erik Cole, le negoziazioni tra NHL e giocatori si sono di nuovo interrotte. Secondo quanto riferisce il sito rds.ca, gli incontri si sono interrotti “drammaticamente” giovedi. All’uscita dalla riunione l’associazione dei giocatori ha dichiarato di aver presentato una nuova offerta, nella speranza di porre fine al lockout. Ma la NHL ha rifiutato l’offerta e ha deciso di interrompere le discussioni, precisando che le parti “non sono così vicine come Donald Fehr (nella foto con alle spalle Crosby), il rappresentante dei giocari, volesse far credere”. “Non capisco perché abbia detto quelle cose” ha ribadito Gary Betmann, commissario NHL, visibilmente in collera. Il commissario ha aggiunto che tutte le offerte presentate ai giocatori questa settimana sono state ritirate. Ma cosa è successo? La NHL avrebbe aumentato la sua offerta, proponendo di pagare 300 milioni di dollari ai giocatori. In precedenza offrivano 211 milioni. Ma questa offerta sarebbe stata condizionata da altre concessioni che i giocatori dovevano fare alla Lega, come la durata dei contratti, secondo la NHL troppo lunghi che chiedono un massimo di cinque, mentre i giocatori pongono a otto anni l'asticella,  e l’autonomia dei giocatori. Inoltre la NHL ha proposto un contratto di dieci anni, con la possibilità di rescissione dopo otto. I giocatori ne propongono uno di otto con possibilità di recesso dopo sei. “Sono deluso in modo inimmaginabile” ha detto ancora Bettman. Anche i commenti di Fehr sono stati negativi. “Cosa possiamo dire agli amanti dell’hockey canadesi? Che la questione non sarà risolta in tempi brevi. Spero di aver torto, ma è il messaggio che abbiamo ricevuto oggi”. Dunque tutto come prima. Non è stata fissata nessuna data nella quale ricominciare ad incontrarsi. MM

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata