
Plusvalenza: in Serie A è diventata una parola quasi magica. Necessaria per sistemare i bilanci ed evitare le sanzioni dell’UEFA, questa operazione ha spesso coinvolto giovani calciatori, venduti a cifre importanti.
Ieri la FIGC ha presentato al Senato italiano il Report Calcio 2019, dal quale si evince che il settore delle plusvalenze sia sempre più in crescita. Tra il 1° luglio 2018 e il 30 giugno 2019 ha sfondato quota 700 milioni di euro. Oltre un terzo di questa cifra l'hanno prodotta soltanto due club: Roma (132 milioni) e Juventus (113 milioni). Il Napoli è salito a 86 milioni.
Un’altra big della Serie A ha messo a bilancio 12 euro in plusvalenze in 5 anni. L’ultimo trasferimento riguarda la cessione al Genoa dell’attaccante Andrea Pinamonti peer 18 milioni, cifra che ha attirato l’attenzione dell’International Centre for Sports Studies (CIES), un osservatorio indipendente con sede in Svizzera specializzato nell'analisi statistica del calcio.
"Il trasferimento di Pinamonti per commissioni elevate e gonfiate artificialmente è solo uno dei tanti accordi di trasferimento e scambio conclusi per aggirare il fair-play finanziario UEFA. Come trasformare una buona idea in un casino… I club italiani mostrano la via, chi la segue?", si lege in un tweet del CIES.
L'osservatorio internazionale svizzero ha anche replicato a un tweet di un tifoso nerazzurro che invece attaccava la Juve e i trasferimenti di Sturaro, Audero, Cerri, Orsolini, Spinazzola e Caldara, dicendo: "Magari non tutti, ma sono altri ottimi esempi e chissà quanti ce ne sono ancora".
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