
Non vorremmo sbagliarci ma il neo locarnese Rodrigo Fernandez Bustamante (classe 1993) è il primo calciatore messicano a strappare un contratto nel calcio ticinese. Nato a Città del Messico, una delle città più inquinate e violente del pianeta, da quasi tre settimane si allena e gioca per la squadra diretta da Claudio De Marchi e al suo esordio, avvenuto domenica scorsa a Eschen Mauren, ha già dimostrato di che pasta è fatto, risultando fra i migliori in campo. Visione di gioco, intelligenza tattica e “garra” (grinta) da far spavento. Un leader in tutti i sensi, un elemento che al Lido mancava da troppo tempo. Purtroppo nel Liechtenstein non ha saputo tenere la lingua a freno e si è beccato un ammonimento. “Nulla di grave” dice Rodrigo “ho capito che aria tira ed ora cercherò di non lasciarmi prendere troppo la mano…”.
La sua è una carriera in piena evoluzione. Locarno non è certamente il “punto finale” ma, dice lui, “un’ottima soluzione per mostrare il mio valore ed accedere a competizioni più interessanti”. Il suo passato è certamente promettente.
Da dove partiamo, Rodrigo?
Dal Cruz Azul, il club che mi ha lanciato. Lì sono cresciuto e maturato, disputando anche un paio di campionati della massima serie. Il Cruz Azul è una delle squadre più tradizionali della Capitale e del Messico. Basti dire che ha vinto 8 titoli nazionali e con l’America e il Chivas vanta il maggior numero di tifosi del paese. In Messico il calcio è come una religione e la gente lo vive con troppa passione, che a volte sfocia in situazioni drammatiche.
Già, il Messico, un paese straordinariamente bello, ma purtroppo insicuro e violento.
Peccato. Le debolezze della politica e la guerra fra i cartelli della droga hanno messo in ginocchio il mio paese. Ogni giorno ci sono notizie di massacri e attentati e il popolo soffre a dismisura. Il calcio diventa così un appiglio per dimenticare….
La nazionale, comunque, va forte.
Ha appena vinto la Copa de Oro, una sorta di Coppa America per le nazioni del centro e del nord del Continente americano. Un successo che ha fatto di impazzire di gioia la gente, una ennesima dimostrazione della bontà del nostro calcio, che ormai da anni contende agli Stati Uniti il ruolo di primattore della questa regione….
Da Città del Messico e a Locarno. Come mai?
È sorta questa opportunità grazie ad uno dei miei procuratori (Alberto La Gamba, ndr) che mi ha chiesto la disponibilità di giocare in un club che non è di prima fascia ma che vuol costruire col tempo una squadra solida e ambiziosa. Per me, a corto di esperienza estera, è certamente una buona opportunità. Non ho fretta, sono certo che se saprò giocare come so, in futuro potrò fare un ulteriore salto di qualità.
Come si trova a Locarno?
Ho trovato un ottimo ambiente di squadra, e in particolare i dirigenti sono molto gentili. So che nelle ultime stagioni le cose non sono andate bene ma l’attuale rosa è senza dubbio in grado di recitare un ruolo di protagonista. Non dimentichiamo inoltre che il mercato non è ancora chiuso.
“Centrocampista versatile, un leader”: questi i commenti sul messicano dopo la vittoria del Locarno a Eschen Mauren domenica scorsa…
Era la mia prima vera partita. All’inizio ho avuto qualche difficoltà ad adattarmi alla fisicità del gioco. Poi col passare del tempo mi sono liberato ed ho potuto esprimermi come volevo. Ma siamo solo agli inizi, e fisicamente non sono ancora al top.
M.A.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

