
Ieri i tifosi zurighesi hanno invaso Bellinzona sin dal primo pomeriggio in attesa della partita che avrebbe regalato allo Zurigo il titolo di campione svizzero. Ma fortunatamente non c'è stato nessuno scontro tra le due tifoserie avversarie. Né prima, né dopo la partita. Una partita definita estremamente a rischio, ma che invece non ha avuto nessun risvolto negativo, come spiega anche Marco Ottini, municipale e responsabile della sicurezza del Comunale, dalle colonne della Regione: "Non abbiamo avuto difficoltà particolari e fortunatamente siamo riusciti a farli entrare tutti". Per controllare una situazione, che sarebbe potuta degenerare in breve tempo, circa 300 addetti alla sicurezza hanno sorvegliato l'interno dello stadio e pure l'esterno, durante il tragitto dei tifosi d'oltralpe dalla stazione allo stadio e poi viceversa. Un centinaio gli addetti alla sicurezza interna - 60 agenti della Rainbow, 35 volontari e 5 pompieri -. Circa duecento invece i poliziotti della Cantonale e della Comunale aiutati da un'ottantina di agenti romandi. La tensione è stata avvertita a fine partita, con l'invasione in campo dei tifosi zurighesi, scesi a festeggiare il titolo. "Abbiamo tentato d'impedirla - dice ancora Ottini - ma era evidentemente impossibile resistere alla carica degli ottocento". I poliziotti, per contenere la massa, hanno sparato in aria alcuni proiettili caricati di pepe. Ma questo non ha fermato i tifosi, che si sono riversati nel campo. Un uomo, nel tentativo di scavalcare la recinzione dello stadio per raggiungere i compagni, si è ferito. Ma è stato l'unico incidente registrato durante la partita. Altri sette connazionali sono stati invece ricoverati all'ospedale per contusioni e malori dovuti al caldo torrido di ieri.
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