
"C'è sempre un motivo dietro". La stessa Lara Gut la scorsa settimana non aveva nascosto che dietro al brutto infortunio occorsole durante i Mondiali di St.Moritz non c'era solo la sfortuna, ma anche uno stress fisico e nervoso.
Anche chi la conosce bene, come il suo ex allenatore Mauro Pini, non manca di porsi qualche interrogativo su quanto successo: "La stanchezza mentale è fatale, gli incidenti capitano così." L'ex tecnico al Blick ha spiegato che "una campionessa come Lara ha bisogno di un controllo perfetto. Come viene fatto per Mikaela Shiffrin, un buon esempio di come regolarsi: lei ha fatto delle pause durante l'inverno. Una scelta che ha pagato."
Se la statunitense è stata impegnata in 20 giornate di gara, la ticinese lo è invece stata in 33. Gut, partecipando alle discese e alle relative prove di allenamento, è naturalmente più sollecitata, ma secondo Pini saltare qualche gara permette di restare più freschi mentalmente. D'altronde Shiffrin ai Mondiali ha partecipato a sole due competizioni, raccogliendo un oro e un argento: "La caduta di Lara a Cortina andava presa come un segnale d'allarme. A St.Moritz, dopo il SuperG, mi chiesi se la combinata dei Mondiali non sarebbe stato meglio saltarla."
Ai microfoni del quotidiano d'oltralpe, Pini ha quindi sollevato dubbi sull'organizzazione del Team che gestisce Lara, poiché qualcuno avrebbe forse dovuto fermarla in quel momento di stanchezza mentale: "A volte, meno è di più."
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