
Una storia che si ripete. Oggi, a ventiquatt’ore di distanza, Breezy Johnson è stata incoronata campionessa olimpica in discesa. Come Franjo von Allmen ieri. Lei lo scorso anno, sulle nevi di Saalbach, si è laureata campionessa del mondo della disciplina, la gara regina dello sci alpino. Come Franjo von Allmen.
Tutto questo, però, è forse passato in secondo piano. Il motivo? Lindsey Vonn è caduta in discesa. Come fatto poco più di una settimana fa a Crans-Montana. In Vallese, la 41enne statunitense ha riportato la rottura del legamento crociato del ginocchio sinistro, ma ciò non le ha impedito di presentarsi al cancelletto di partenza della discesa di Milano-Cortina, sull’Olympia delle Tofane, la pista che l’ha vista vincere in dodici occasioni in carriera. «Il sogno olimpico non è svanito, se c’è una cosa che so fare, quella è recuperare», ha detto nei giorni seguenti. «Il mio ginocchio regge bene, mi sento forte», ha ribadito poco prima dell’apertura delle Olimpiadi. Anche perché il suo obiettivo era quello di chiudere la carriera sulla «sua» pista.
Così ha indossato il pettorale numero 13 e si è presentata al via per coronare il suo sogno: vincere un titolo a cinque cerchi a 41 anni, dopo l’oro conquistato proprio in discesa a Vancouver 2010 e uno stop dalle competizioni durato un lustro, dal 2019 al 2024. La sua gara è durata 12 secondi e poi a Cortina è piombato il silenzio, interrotto dapprima dalle urla di dolore della statunitense, poi dall’elicottero che l’ha soccorsa e trasportata in ospedale.
Al momento non si conosce l’entità dell’infortunio. Alexander Hödlemoser, allenatore del team Usa, ha detto alla Srf che «potrebbe aver rotto un osso della parte bassa della gamba, ma non si sa nulla di preciso». Anouk Patty, responsabile dello sport per la US Ski and Snowboard, ai media statunitensi ha dichiarato che «starà bene, ma sarà un processo lungo. Questo sport è brutale e la gente deve ricordare che questi atleti si lanciano giù da una montagna e vanno davvero, davvero veloci«.

