
Vice-campione mondiale juniores di discesa a Panorama nel 2022, alle spalle di Giovanni Franzoni, Franjo von Allmen sta bruciando le tappe. In soli quattordici mesi, il bernese di 24 anni è diventato una stella assoluta del suo sport. Al punto da conquistare, oggi a Bormio, l'oro in discesa alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026.
Oltre il mito dell'esperienza
Si dice spesso che, per imporsi in discesa, serva molta esperienza e che siano le «ripetizioni» sulle piste di Coppa del Mondo a forgiare un vero discesista. Lo abbiamo visto con Marco Odermatt, d'altronde: anche lo sciatore più talentuoso ha avuto bisogno di tempo per affermarsi nella «disciplina regina».
Tuttavia, l'ascesa di von Allmen e Franzoni, entrambi 24.enni, scardina questo preconcetto. L'italiano ha ottenuto il suo primo podio solo poche settimane fa in Super-G in Val Gardena, prima di trionfare nel Super-G di Wengen e nella discesa di Kitzbühel. Ed è proprio in Val Gardena che «FvA» ha preso coscienza del proprio potenziale, grazie a un secondo posto in discesa nel dicembre 2024.
Un successo arrivato troppo in fretta?
Dopo un primo podio nel gennaio dello stesso anno in Super-G a Garmisch, ecco che due anni dopo Franjo von Allmen si ritrova campione olimpico di discesa, a soli dodici mesi dal titolo mondiale nella stessa specialità.
«Sì, è un po' strano» ammette il bernese commentando la sua precocità. «Penso che, al momento, io faccia fatica a realizzare ciò che è successo davvero. Ma quando tutto funziona bene, non importa che io abbia 24 o 27 anni. Spero di poter restare a questi livelli per diverso tempo ancora e festeggiare altri successi. Penso che anche da campioni del mondo o olimpici si debba saper godere delle piccole cose, non solo delle grandi».
La fiducia nata prima dei Giochi
La vittoria a Crans-Montana domenica scorsa ha certamente contribuito a dargli carica, ma von Allmen preferisce allargare il campo: «Credo che la fiducia sia nata prima di Crans-Montana. Quel successo ha aiutato, certo, ma la sicurezza è cresciuta gradualmente prima dei Giochi. Poi, è logico: se vinci l'ultima gara prima delle Olimpiadi, hai una voglia matta di ripeterti qui».
Alla domanda di rito sul sogno d'infanzia, e se quel sogno fosse vincere le Olimpiadi, Franjo risponde con estrema sincerità: «A essere onesti, non ci pensavo. Non ti dici mai ''voglio diventare campione olimpico'' quando sei un ragazzino. È più tardi, quando decidi di diventare un atleta professionista, che questo desiderio cresce anno dopo anno».
Con il suo solito sorriso stampato sul viso ancora un po' fanciullesco, von Allmen faticava ancora a comprendere la portata della sua impresa a poche ore dal trionfo: «È una sensazione strana, come in un film. Non ho ancora capito cosa significhi tutto questo per me. Mi servirà ancora del tempo per rendermene conto completamente».

