
Messi da parte i fasti del passato e le sofferenze del fallimento, il Locarno è pronto a ripartire. Questa sera alle ore 21:00 al Lido le "bianche casacche" ospitano il Moesa 2 per il debutto in quinta lega.
"È bello ricominciare, negli ultimi 4-5 mesi è stato fatto un lavoro importante. Considerate che qui non c’era niente."
Parole e musica di Remy Frigomosca, allenatore e simbolo dei verbanesi. Un uomo che ha deciso di continuare ad abbracciare la causa dell'FC Locarno malgrado sul tavolo avesse altre offerte da categorie superiori.
"Ho avuto dei contatti ma avevo già dato parola al comitato del Locarno. Con loro avevo già imbastito un progetto. Non volevo deludere chi mi hai dato la grande possibilità di continuare a guidare un club storico come questo e tutti suoi tifosi."
Tifosi che stanno rispondendo bene.
"È vero siamo in quinta ma abbiamo recuperato seguito, anche nelle amichevoli la gente ci ha seguito. C'è curiosità per vederci all'opera."
A disposizione mister Frigomosca avrà una squadra quasi totalmente nuova.
"Considerate che non c'era la fila per venire a giocare in quinta lega. Per chi ha ancora ambizioni non è una categoria stimolante. Non siamo andati a prendere a giocatori chissà dove. Abbiamo pescato giocatori di quinta, di terza e poi un paio di elementi che dovrebbero garantirci il salto di qualità. Non abbiamo costruito una squadra di seconda lega. Abbiamo uomini che conoscono i propri limiti e dunque sanno che non possono commettere passi falsi. Abbiamo cercato profili per avere un gruppo sano."
Un gruppo sano e che per forza di cose dovrà subito ottenere risultati. Lo merita il blasone che l'FC Locarno si porta appresso.
"Dobbiamo levarci dalle scatole da queste categorie che non ci competono. Lo sappiamo. L’obiettivo è quello di vincere e tornare a essere protagonisti nel calcio ticinese. Non sarà facile perché, guardando più in là, al giorno d’oggi anche solo per vincere la terza lega servono budget importanti. Se non li hai sei spacciato. Noi facciamo comunque un passo alla volta, non vogliamo fare troppi proclami. Una cosa che si impara con il tempo è parlare poco, e lavorare tanto."
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