
“Lega chiusa entro due anni o niente nuova Valascia”, la bomba l’ha anticipata giovedì sera a Fuorigioco il presidente dell’Ambrì Piotta Filippo Lombardi. Ed è una di quelle destinate a far scorrere fiumi di inchiostro. A livello nazionale. Ma facciamo un passo alla volta. Contestualizzando. In questo momento ci sono ben cinque club di Lega Nazionale (LN) che stanno pianificando di costruire uno stadio nuovo o di rinnovare la propria pista. Sono Ambrì Piotta, Ginevra Servette, Bienne, Langnau Tigers e Friborgo Gottéron. Club che, naturalmente, sono attualmente confrontati con il problema del finanziamento. Un palazzetto del ghiaccio nuovo - al netto dei progetti immobiliari o commerciali annessi - costa tra i 35 e i 50 milioni di franchi. Ma nessun istituto bancario o investitore privato, in un momento di crisi economica come quello attuale, accetterebbe di finanziare una cattedrale nel deserto senza partite di LN. La maggioranza dei club svizzeri, di fronte a queste problematiche, potrebbe dunque cambiare idea e fare della LN svizzera una lega chiusa come la NHL. Ieri sera Lombardi ha anticipato di aver richiesto alla Lega di chinarsi rapidamente sul problema. E di aver trovato il consenso di altri club per discuterne al più presto. Il vento sta cambiando. Per chiudere la Lega ci vogliono i ¾ dei voti dei club di LN e LNB. Zurigo, Berna e Davos sono sempre state contrarie, il Losanna vuole la promozione in LN e tutte le altre sembrano disposte ad entrare in materia. Al momento lo scenario che sembra più verosimile - per raggiungere i fatidici ¾ dei voti favorevoli necessari a cambiare le regole - è che il Losanna venga promosso in LN a tavolino (i vodesi sono anche l’unico club di LNB che al momento ha le carte in regola in quanto a forza finanziaria, stadio e media di spettatori anche per la massima serie). Si potrebbe insomma andare verso una lega chiusa con 13 squadre. Già dalla prossima stagione. O - per una questione di tempi - da quella dopo. joe.p.
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