
Presso il Centro Nazionale Sportivo di Tenero, si sono tenuti domenica i festeggiamenti dell’ 80° di fondazione dell’Associazione svizzera arbitri Regione Ticino. Durante i festeggiamenti è stata organizzata una partita di calcetto in palestra, in quanto il tempo, ahimé, non ci è stato sfavorevole.Si sono affrontate la squadra del Gran Consiglio e la Selezione degli Arbitri Ticinesi la quale, diretta dal commissario tecnico Tita Pologna, ha vinto la partita, seppur di misura, con il risultato di 5 a 4. Per l’occasione l’ASA Regione Ticino si è dotata della propria nuova divisa ufficiale di colore nero. Da segnalare che l’incontro è stato diretto dall’arbitro internazionale femminile Simona Ghisletta. Al termine della partita e dopo un breve aperitivo si è tenuta la parte ufficiale della ricorrenza, dove per l’occasione è stata organizzata una tavola rotonda sul tema “integrazione degli stranieri nel calcio e nello sport ticinese”.Alla tavola rotonda hanno partecipato in qualità di moderatore il giornalista Gianni Bernasconi che ha ripercorso il cammino di alcune squadre straniere che hanno partecipato ai campionati di calcio regionali ticinesi, grazie all’immigrazione di operai italiani, portoghesi e balcanici.In successione sono intervenuti sul tema Paolo Beltraminelli, responsabile del Dicastero sport della Città di Lugano, la sua collega Nicoletta Mariolini, del Dicastero integrazione e informazione sociale, l’avvocato Fulvio Pezzati, Presidente della Commissione Cantonale per l’integrazione degli stranieri e la lotta contro il razzismo. I relatori hanno parlato dell’integrazione degli stranieri sotto il profilo socio-politico e sportivo.L’ex giocatore di calcio Edo Carrasco ed il rappresentante della Federazione ticinese calcio Arturo Cariola hanno approfondito il tema dal profilo prettamente sportivo.Il vicepresidente dell’Associazione Svizzera Arbitri Regione Ticino Stefano Meroni nel suo intervento ha puntualizzato che lo sport ticinese rispecchia esattamente ciò che succede all’interno della società odierna, e che ogni individuo è responsabile del proprio comportamento e deve impegnarsi per facilitare l’integrazione sociale degli stranieri e di riflesso nel calcio regionale. Dati alla mano, ha poi citato che all’interno del movimento arbitrale ticinese vi sono il 33 % di stranieri al quale va aggiunto un 10% di arbitri già naturalizzati. Ciò significa che poco meno del 50% degli arbitri in Ticino sono di etnia o di origine straniera e che queste persone assicurano il regolare svolgimento dei campionati regionali.
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