
"Sono troppo ticinese per vincere gli Swiss Sports Awards". Questa frase scritta su Twitter dalla sciatrice Lara Gut, poco dopo il responso della giuria che domenica sera le ha assegnato solo il terzo posto, sta continuando a far discutere la Svizzera.
Oggi il Blick, che ha pure lanciato un sondaggio tra i lettori per conoscere la loro opinione sulle affermazioni della bionda ticinese, riporta i commenti di numerose personalità sportive elvetiche. Tra chi sostiene Lara Gut, pochi, e chi la critica, molti. Indicativo il titolo dell'articolo: "Lara Gut si sbaglia".
"Gli svizzero-tedeschi non considerano il Ticino come una parte del Paese, bensì come una destinazione turistica" ha affermato l'ex calciatore Kubilay Türkylmaz, unico a sostenere la sciatrice. "Dobbiamo lottare dieci volte più degli altri, per ottenere gli stessi riconoscimenti."
E le statistiche sembrerebbero dare ragione a Lara e Kubi. Per trovare una vincitrice non svizzero-tedesca occorre infatti risalire fino al 1993, quando a imporsi negli Swiss Sports Awards fu la tennista Manuela Maleeva-Fragnière. Negli anni '80 la ticinese Michela Figini si impose due volte, mentre tra gli uomini l'unico ad aver spezzato il dominio svizzero-tedesco negli ultimi 20 anni è stato il neocastellano Didier Cuche.
Ma, spiega il Blick, Lara Gut non ha perso in quanto ticinese. Ha perso perché tre delle sue quattro vittorie ottenute in Coppa del Mondo quest'anno sono giunte dopo il termine di votazione per il premio, per cui non hanno potuto essere prese in considerazione. Se il pubblico avesse dovuto votare oggi, alla luce degli ultimi risultati, si sarebbe probabilmente espresso per lei.
Ma vedendo la sua reazione, c'è chi non la voterebbe lo stesso. Come il presidente del Sion Christian Constantin, che come vallesano e romando fa parte di due minoranze. "Queste reazioni (quella di Lara Gut, ndr) spingono a non votare per una persona."
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