
Maxim Lapierre sa come ribaltare una serie dall’1-3. Ci è già passato, ci è già riuscito. E non su un palcoscenico qualsiasi. Era il 2010 e giocava per i Montréal Canadiens, la squadra della sua città e del suo cuore. Senza più diritto all’errore nei quarti di finale della Eastern Conference contro i Washington Capitals, gli «Habs» infilarono tre successi consecutivi. In gara-6, vinta per 4-1, Lapierre andò pure a bersaglio, segnando il 3-1. Il Lugano ha già fatto un primo passo, dominando gli ZSC Lions nella sfida di sabato alla Resega. Stasera ne serve un altro all’Hallenstadion, per regalarsi la «bella» di venerdì davanti ai propri tifosi. Il topscorer bianconero spiega al Corriere del Ticino che è il momento di crederci più che mai.
Maxim, aver già vissuto una rimonta simile da protagonista ti aiuta?«Indubbiamente. La lezione che ho tratto da quella serie di otto anni fa è che bisogna crederci per davvero. È questo l’unico segreto. È molto facile arrivare alla pista e dire ‘‘sì dai, si può fare’’, ma se non sei intimamente convinto di avere una chance, non è la stessa cosa. Essendoci già passato, so che è possibile e cerco di trasmetterlo agli altri. So che vincendo stasera a Zurigo la finale cambierà».
Quest’anno non avete ancora vinto all’Hallenstadion. Significa qualcosa?«Ciò che è successo in regular season non ha nulla a che fare con i playoff. Restando a questa finale, sappiamo di esserci andati vicini entrambe le volte, perdendo all’overtime. Non siamo riusciti a finire il lavoro, è vero, ma oggi abbiamo un’ultimissima opportunità. Spetta a noi trovare un modo per farcela».
L'intervista completa nell'edizione odierna del Corriere del Ticino
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