
Larry Huras l’aveva portato al MODO, in Svezia, a inizio stagione. Le aspettative per entrambi erano di conquistare la Svezia.
Le cose sono andate diversamente.
L’ex allenatore di Ambrì e Lugano stamattina stava per godersi una rilassante sciata, Maxim Lapierre sta vivendo un periodo entusiasmante in maglia bianconera.
“Lo avevo già detto tre anni fa – esordisce ridendo Huras – che a questa squadra occorreva questo tipo di giocatore. Sono contento per Max perché è un giocatore che ha un grande amore per l’hockey, lui mette passione, vive di emozioni quando gioca. Poi fisicamente è importante sul ghiaccio, ha un pattinaggio che gli permette di dominare gli avversari giocando bene sia in fase offensiva che difensiva”.
Mancava un gioco a tratti intimidatorio al Lugano delle scorse stagioni, qualcuno che sapesse fermare gli avversari.
“Max ha più di 600 partite in NHL giocando in questo ruolo, quello di provocare anche senza subire penalità. È importantissimo saperlo fare nel momento giusto, lui sa leggere la partita. Anche solo per un check da dare al momento giusto in modo da disturbare l’avversario dando energia alla sua squadra”.
Doug Shedden è l’allenatore giusto per riportare Lugano tra le migliori squadre svizzere?
“Sicuramente. Doug ha una grande esperienza in Europa e in Svizzera in particolare, è la persona giusta. Doug inoltre ha capito subito cosa mancava a questa squadra. A Lugano c’è grande talento, dall’hockey pulito, ma mancava la forza fisica, un motore che potesse trascinare ed equilibrare la squadra. Lapierre è questo tipo di giocatore”.
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