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L'Ambrì è salvo: Laporte guarda avanti
Redazione
16 anni fa
Intervista a tutto campo al coach e DS biancoblù. Su Westrum: “Nei playout ha dimostrato che ha la voglia di restare e di lottare"

Diciamo la verità: dopo la regular season di quest'anno chi credeva in una salvezza già nel primo turno dei playout contro il Bienne? Ben pochi. E alla fine invece è stato un trionfo. Emozionante.Tagliamo subito la testa al toro: Benoit Laporte resta ad Ambrì? “Abbiamo un contratto di due anni più opzione. E dopo la salvezza abbiamo già iniziato a pianificare il futuro. Nessuno mi ha detto niente. Dunque credo proprio di si”. La regular season, a livello di risultati, è stata catastrofica. Nei playout invece la squadra ha reagito con carattere e s’è salvata al primo turno. Il risultato è sufficiente? “Abbiamo centrato la salvezza che era il primo obiettivo del nostro progetto. E abbiamo inserito dei giovani in prima squadra. Si riparte da qui”. Durante la stagione ci sono stati momenti molto difficili. La società però ha fatto quadrato attorno al suo allenatore. In passato non succedeva… “C’è modo e modo di giocare e di perdere. La società vedeva come reagiva la squadra dopo le sconfitte. Vedendo un certo tipo di reazione si capisce il lavoro che viene fatto e che c’è disciplina. E dunque che non c’è bisogno di cambiare”. Lei si è anche beccato diversi insulti da parte di ex dirigenti… “Questi insulti non mi toccano. Quello che mi tocca è l’impegno dei miei giocatori”. Anche l’ex DS Peter Jaks, nei suoi commenti, non è stato tenero con lei… “Non voglio fare battaglie contro Peter Jaks. Non devo perdere energia con queste cose. Io vado avanti con la mia mentalità. Faccio il mio lavoro di coach e DS e lui è giornalista e fa il suo lavoro”. Lei ha ereditato una rosa tecnicamente molto debole. E tanti grattacapi. Quale il problema maggiore che ha dovuto affrontare? “Diversi. I troppi giocatori sotto contratto. I troppi giocatori da quarta linea in rosa. E i contratti troppo importanti a livello economico per giocatori da quarta linea. Quest’anno abbiamo dovuto mandare un giocatore ad Asiago, due a Chiasso, due a La Chaux-de-Fonds e due a Basilea”. Passiamo al mercato. Duca, Walker e Demuth sono tre rinnovi di peso… “Si, sono tre giocatori importanti. E ognuno di loro ha il suo ruolo. Duca si conosce. Walker ha ampi margini di crescita e credo che l’anno prossimo darà ancora di più. E Demuth ha iniziato la stagione incontrando grandi difficoltà, ma alla fine è stato uno dei nostri leader”. La difesa è completa?“Credo che con Kutlak, Kobach, Stirnimann, Gautschi, Bundi ed il giovane Casserini siamo abbastanza solidi. Costruiremo attorno a loro. Ma se possibile cercheremo di ingaggiare un altro difensore svizzero. Inoltre bisognerà decidere se affrontare la prossima stagione con due stranieri d’attacco e due di difesa. O con tre d’attacco e uno in difesa. Dipende da molti fattori. E dalle occasioni che ci presenterà il mercato. Vedremo nelle prossime settimane”. Law e Rivers addio? “No, una conferma è ancora possibile. Li incontrerò mercoledì. E gli dirò che una decisione verrà presa nelle prossime settimane. Siamo sul mercato. Abbiamo parlato con tanti giocatori . E siamo vicini ad alcuni di loro. Ma non c’è fretta. Non vogliamo prendere una decisione subito”. Parliamo dei primi due acquisti: cosa porteranno Meier e Raffainer? “Raffainer porta creatività e finezza nel lavoro di bastone sotto porta. Assomiglia un po’ a Duca, ma con più velocità. E’ un giocatore da primi due blocchi”. E Meier? “Anche lui ha il tocco sotto porta per essere uno da primi due blocchi. Gli chiediamo reti”. C’è chi ha scritto che vi piace il difensore bianconero Ackerman… “Mai pensato a lui”. E Näser? “Quando c’è un giocatore co

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