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Calcio
L'AIL Arena brilla, il Lugano molto meno
© Gabriele Putzu
© Gabriele Putzu
I bianconeri non vanno oltre l'1-0 contro i modesti kosovari del Dukagjini nell'andata del Q2 di Conference League - Presenti, per il debutto nel nuovo stadio, 6.000 spettatori

Bella, bellissima, sugli spalti. E però tutto fuorché entusiasmante sul terreno di gioco. La prima partita del Lugano alla AIL Arena entrerà nei libri di storia per il suo significato simbolico, e per le emozioni vissute da quasi 6.000 spettatori. Difficilmente, suggerivamo, verrà invece ricordato il risultato maturato nel match d'andata del Q2 di Conference League. Contro i modesti kosovari del Dukagjini, infatti, i bianconeri si sono imposti solo 1-0.

Il debutto stagionale, come preventivabile, ha fatto rima con scarsa brillantezza e condizione precaria. Il che, tuttavia, non giustifica un risultato pericoloso. La squadra di Mattia Croci-Torti, composta da undici fedelissimi, ha sbagliato una miriade di occasioni, alcune delle quali clamorose, andando a bersaglio con il solo Renato Steffen alla mezz'ora. Troppo poco. 

La ripresa, addirittura, ha fatto scorrere qualche brivido lungo la schiena dei padroni di casa, ai quali non è bastato nemmeno il debutto di Dereck Moncada. L'honduregno ha colpito una traversa, dopo però che a lambire il palo era stato l'attaccante del Dukagjini Jeudi. Di più: rimasti in 10 a un amen dallo scadere, i kosovari hanno sfiorato il clamoroso pareggio con Elezaj: von Ballmoos è stato provvidenziale.

Insomma, quello del Lugano è stato un esordio riuscito a metà. Bello, bellissimo sugli spalti. Tutto fuorché indimenticabile in campo. Fra una settimana, a Pristina, occorrerà una prestazione diversa.

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