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L'addio di Noreau: "Impossibile rifiutare"
Redazione
12 anni fa
Maxim Noreau saluta Ambrì. Un giorno, forse, tornerà...

Un fulmine a ciel sereno. L'Ambrì ha visto partire da un giorno all'altro il suo leader, il suo uomo più rappresentativo, il suo faro dentro e fuori dal ghiaccio.

Maxim Noreau giocherà le prossime due stagioni in NHL con la maglia dei Colorado Avalanche. Il 27enne questa chiamata la sognava anche se forse non se l'aspettava...

"Qualche giorno prima del primo luglio, la data in cui le squadre NHL possono iniziare a fare delle offerte, mi ha chiamato il mio agente dicendomi che alcune squadre erano interessate. Ad essere onesto non ci ho però pensato molto perché sapevo di non avere una clausola di uscita verso la NHL nel mio contratto con l’Ambrì.

"Il primo luglio però è poi arrivata questa offerta di un contratto one way per due anni. È una cosa che ti capita una volta nella vita, era quasi impossibile per me rifiutare."

Quel giorno l’ho passato tutto il giorno a negoziare con il presidente Lombardi e Serge Pelletier. So che per loro non è facile, anche perché è un po’ tardi ma adesso gli sono davvero grato anche perché loro avrebbero anche potuto dire semplicemente 'no, tu resti qui'."

E invece no, il club ha deciso di lasciarlo partire, ma prima si è assicurato che un giorno, una volta terminata la sua esperienza in NHL, Noreau torni ad Ambrì.

"Quando e se si chiuderà la mia parentesi in NHL, non potrei andare a giocare altrove in Europa ma dovrò tornare ad Ambrì per onorare l'anno di contratto che ancora mi resta."

Intanto però c'è un sogno che si realizza.

"Adesso tocca a me, ci sono diversi giocatori con un contratto two way e probabilmente, malgrado questo contratto, un paio finiranno a giocare in AHL. Non ho nessuna scusa: ho firmato un buon accordo, ho una squadra che crede in me,... Insomma ci sono tutte le condizioni per fare bene. Voglio restare in NHL il più a lungo possibile. Questa è la miglior lega al mondo, un livello differente rispetto alla Svizzera."

In tre anni in Ticino Noreau ha lasciato il segno, ma anche la nostra terra gli è entrata dentro...

"Mi mancherà tutto della vostra realtà. La cultura, la possibilità di viaggiare , le persone. È qualcosa che vorrò rivivere una volta terminata l’esperienza in NHL. E poi c’è l’italiano. Una lingua che mi piace e che non voglio perdere. Continuerò a studiare."

E poi ci sono i tifosi...

"Paolo Duca, Inti Pestoni e Luca Grotto sono venuti a Montreal a vedere una partita. I tifosi dei Canadiens sono considerati i più caldi della NHL. Dentro la pista ci sembrava chissà cosa, poi però una volta usciti ci siamo guardati in faccia e ci siamo detti che non era nulla rispetto alla Valascia. Non vivrò mai più nulla di simile se non tornando ad Ambrì."

Al suo posto è arrivato Ryan O'byrne, un giocatore totalmente diverso da Noreau che porterà comunque qualcosa di importante al club leventinese...

"Con le partenze del sottoscritto e di Reichert lo spogliatoio ha perso un po' di leadership. Con O’byrne ritrovano un leader che potrà aiutare nello spogliatoio e sul ghiaccio e che potrà guidare i giovani. Tra l'altro O’byrne mi ha chiamato prima di firmare per conoscere tutto: allenatore, club, realtà,... Io invece ne ho approfittato per chiedergli informazioni sugli Avalanches dato che lui ha giocato li."

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