
Anche la Coppa del Mondo 2026 di canottaggio è giunta al termine. La terza e ultima tappa, disputata nella splendida cornice naturale del Rotsee, nonostante il caldo torrido, ha visto dominare Gran Bretagna, Stati Uniti e Australia. Tra le nazioni europee si sono invece messe in evidenza Paesi Bassi e Germania. E la Svizzera? Il bilancio della pattuglia rossocrociata può essere considerato positivo, certamente migliore rispetto a quello di un mese fa sul Guadalquivir, a Siviglia. Lo staff tecnico federale guidato dal francese Alexis Besançon ha ancora parecchio lavoro davanti a sé, ma i segnali emersi in questa regata sono senza dubbio incoraggianti.
Claire Ghiringhelli domina nel para-rowing
L’ultima giornata si è aperta nel migliore dei modi grazie alla splendida prestazione della locarnese Claire Ghiringhelli nella categoria para-rowing. Come già nelle batterie di venerdì, l’atleta ticinese non ha lasciato alcuna possibilità alle due avversarie, conducendo una gara in solitaria lungo l’intero percorso, affrontato esclusivamente con la forza delle braccia. Alle sue spalle si sono classificate, nettamente distanziate, la svedese Ebba Einarsson e l’irlandese Katie O’Brien.
Bronzo sofferto per Plock e Brunner
Poco prima di mezzogiorno è arrivata la seconda medaglia per la Svizzera grazie al bronzo conquistato dal due senza maschile formato da Jonah Plock e Patrick Brunner. La gara è stata dominata dall’equipaggio australiano composto da Angus Dawson e Alexander Hill, al debutto internazionale nel due senza dopo i brillanti risultati ottenuti nel quattro senza. Avvincente invece la lotta per gli altri due gradini del podio. Al secondo rilevamento cronometrico l’equipaggio rossocrociato sembrava saldamente in seconda posizione, ma nel terzo quarto di gara è stato superato dagli Stati Uniti. Plock e Brunner sono comunque riusciti a difendere il bronzo dal veemente ritorno della Spagna, preceduta per appena 25 centesimi di secondo.
I singolisti si fermano ai piedi del podio
Alla vigilia delle finali c’erano fondate speranze di medaglia sia nel singolo femminile sia in quello maschile. Le aspettative, tuttavia, non sono state confermate. Aurelia Maxima Janzen ha tenuto il passo delle quotate avversarie fino a metà gara, pagando poi anche le elevate temperature. Va ricordato che la giovane svizzera è al suo primo anno nella categoria élite e si è confrontata con un lotto di assoluto valore, comprendente la britannica Lauren Henry, l’irlandese Fiona Murtagh, campionessa del mondo, e l’australiana Tara Rigney, quarta ai Giochi olimpici di Parigi e vincitrice della tappa di Coppa del Mondo di Siviglia. Non a caso sono state proprio queste tre atlete a salire sul podio, nell’ordine. Anche nel singolo maschile il lucernese Kai Schätzle, brillante nelle giornate precedenti, si è dovuto accontentare del quinto posto. In corsa fino a metà percorso, ha poi accusato un netto calo. La vittoria è andata, come da pronostico, al tedesco Oliver Zeidler, davanti all’atleta indipendente Yauheni Zalaty e allo statunitense Samuel Melia.
Gli altri risultati
Nella finale A del quattro di coppia femminile, Lisa Lötscher e compagne non sono mai riuscite a inserirsi nella lotta per il podio, concludendo al quinto posto, a oltre sei secondi dalla Gran Bretagna, vincitrice davanti a Germania e Paesi Bassi. Buone notizie sono invece arrivate dalle finali B. Il doppio femminile composto da Fabienne Schweizer e Salome Ulrich ha conquistato un brillante primo posto, mentre il quattro di coppia Under 23 formato da Ivo Löpfe, Alexander Bannwart, Nicholas Chambers e Constantin Feuerstein ha chiuso al secondo rango.

