
Prima di questa sera, Svizzera e Giappone avevano incrociato le armi soltanto in due occasioni e in entrambe le partite furono i nipponici ad imporsi. La prima volta, 5-4 dopo i calci di rigori nel 1993, la seconda volta, nel 2007, al termine di un in un confronto pirotenico che si concluse sul risultato di 4-3.
La sfida di Cornaredo, vista da 7'010 spettatori, tra i quali un'attentissima Lara Gut, al di là del fatto che si trattava, anche in questo caso, di un confronto amichevole, rivestiva comunque una certa valenza a livello mentale, a soli 9 giorni dal debutto mondiale di Rostov contro il rifondato e vincente (almeno finora) Brasile del ct Tite. Il successo per 2-0 non può che infondere una certa dose di morale in vista delle difficili sfide che ci attenderanno in Russia contro Brasile, Serbia e Costa Rica.
La partita, iniziata dopo una simpatica interpretazione del salmo svizzero e dell'inno giapponese da parte di un gruppo di ragazzini diretto da Tamara Brenni, ha avuto un prologo complicato con il direttore di gara francese Delerue, che ha richiesto il cambio di ben 5 palloni perché non sufficientemente gonfiati dagli addetti ai lavori.
Un inizio a ritmi bassi, complice l'altro tasso di umidità, ma che hanno comunque permesso ai rossocrociati di confezionare due buone opportuntà per sbloccare il risultato. La prima, al 25', con un'incornata dell'ex bianconero Mario Gavranovic, che ha spedito la sfera a lato, da buona posizione. La seconda, sugli sviluppi di un pallone allungato dallo stesso Gavranovic per Embolo che, troppo decentrato, non ha potuto deviare, sempre di testa, in fondo al sacco.
Rete rinviata di soli 3 minuti, perché Rodriguez, al suo quinto sigillo in Nazionale, ha trasformato a fil di palo, un calcio di rigore piuttosto dubbio, decretato da Delerue per un presunto spintone in area ai danni di Embolo. Uno a zero alla pausa, per una Svizzera, che nei primi 45 minuti ha comunque rischiato su un paio di tentativi dell'interista Nagatomo.
Nella ripresa, contraddistinta dalla consueta girandola di sostituzioni su entrambi i fronti (fuori anche un buon Gavranovic rilevato da Seferovic al 64'), v'è da annotare una bella iniziativa di Haraguchi, autore di una sgroppata di una quarantina di metri, sfociata in un tiro troppo centrale (71') e un astuto pallonetto alla Maradona di Shaqiri, che ha approfittato di un rilancio errato con le mani del portiere nipponico Kawashima.
E poi, all'82', proprio Seferovic, servito di testa da Moubandje, al termine di una bella azione corale promossa da Shaqiri, ha insaccato a due passi, siglando la sua dodicesima rete (in 51 partite) con la maglia rossocrociata per il 2-0 finale contro un Giappone, comunque avversario piuttosto modesto.
TABELLINO:
SVIZZERA-GIAPPONE 2-0 (1-0)
Reti: 42' Rodriguez (R) 1:0, 82' Seferovic 2:0.
Svizzera (4-2-3-1): Bürki; Lichtsteiner, Schär, Akanji (46' Elvedi), Rodriguez (73' Moubandje); Behrami, G. Xhaka; Shaqiri (83' Drmic), Freuler (64' Dzemaili), Embolo; Gavranovic.
Giappone (3-4-3): Kawashima; Sakai (56' Sakai), Makino, Yoshida, Nagatomo; Haseba, Oshima (70' Shibasaki); Haraguchi, Honda (76' Kagawa), Usami (56' Inui); Osako (40' Muto),
Note: Stadio Cornaredo. Spettatori: 7'010 (tutto esaurito). Arbitro: Delerue (FRA). Ammoniti: Behrami, Hasebe, Shibasaki.
RQ
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