
Galeotta fu la gita in fabbrica, ma non solo. I rapporti tra Angelo Renzetti e Paolo Tramezzani sono più tesi che mai e un disgelo appare davvero molto difficile, soprattutto dopo le recenti dichiarazioni del patron bianconero.
Il presidente bianconero, ricordiamo, non ha gradito alcune iniziative del mister, prima su tutte la ben nota visita in fabbrica all’indomani della sconfitta con il Thun. A far arrabbiare, e molto, il patron bianconero non sono state le due sconfitte consecutive ma piuttosto questi aspetti extra-calcistici. Anche se, va detto, Renzetti non ha gradito neppure l’esclusione di alcuni elementi nella partita di ieri.
A conferma del clima teso in casa bianconera ecco arrivare le parole dello stesso presidente ai microfoni dei colleghi di Radio3i: “L'unica fortuna dell'allenatore adesso è avere due anni e mezzo di contratto. Cercherò di mettere a posto la questione, se possibile, se no farò l'ennesimo sacrificio economico”. Ovvero la risoluzione, consensuale o meno, del contratto.
“Mica posso obbligare qualcuno a comportarsi in un certo modo – ha proseguito Renzetti – La prima avversità, quella di Thun, è stata elaborata male. Mandare la squadra in cantiere come se fossero dei bambini in gita è stato sproporzionato. Così come sproporzionato è stato lasciar fuori alcuni centrocampisti nella partita di ieri solo per dare delle punizioni”.
Per Renzetti si è trattato di un sintomo di debolezza, “che non avevo visto prima”. E le sue parole suonano come un vero e proprio ultimatum: “O la mettiamo a posto o si deve chiudere il discorso con un sacrificio economico".
È ancora presto per capire se in casa Lugano voleranno le stoviglie, ma la pausa, oltre che a far rifiatare i calciatori, servirà eccome alle parti per capire se questo matrimonio s'ha da... continuare.
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