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"La squadra non capiva. Erano tutti con me"
Redazione
12 anni fa
Jason Williams è tornato a parlare del 'Sushigate' e della multa che si è beccato per la sua "scappatella" a Zurigo

Il 'Sushigate' vive un nuovo capitolo. Questa volta a scriverlo è il Blick, che ha intervistato il protagonista numero uno, ovvero Jason Williams.

Prima di andare oltre ricapitoliamo però la vicenda: era il 14 marzo scorso, l'attaccante dell'Ambrì Piotta twitta di essere presso un ristorante giapponese in quel di Zurigo. Nulla di grave se non che poche ore dopo la sua squadra sarà impegnata a Friborgo per Gara3 dei play off. Sul social media i tifosi si scatenano, non apprezzano la trasferta di Williams. Il club decide di multare l'attaccante canadese e di non portarlo alla St. Leonard.

Sin qui i fatti. Attorno a questa vicenda la società leventinese, con comunque qualche falla, decide di far cadere il silenzio.

Oggi però è Williams a parlare e a spiegare le sue ragioni. "Alle 10, 22 ore prima della partita, ero a casa. Se questo non è un buon modo per preparasi ad un match, allora non potrei essere un professionista. Quando ero a Dallas andavo tutte le sere a mangiare sushi."

E poi la reazione della società, ma anche quella dei compagni di squadra: "Il giorno dopo sono stato chiamato in ufficio. Mi è stato comunicato che non avrei giocato e sono stato rispedito a casa. I miei compagni erano però con me, anche loro non capivano. Cosa mi ha deluso? La reazione del club. Nessuno mi ha difeso, soprattutto l'allenatore."

Per questa sua "scappatella" a Zurigo Williams è stato chiamato alla cassa. Si parla di una multa che va dai 3 ai 5mila franchi... "Non posso dire niente su questo se non che è un po' come aver visitato un ristorante davvero molto caro..."

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