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La rinascita di Bobo
Redazione
13 anni fa
Alessandro Ciarrocchi sta ritrovando la fiducia dopo l'esperienza a Bellinzona e la difficile partenza a Chiasso

Dopo lo sfortunato epilogo del Bellinzona Alessandro Ciarrocchi sembrava dovesse trasferirsi in Germania. Poi il destino lo ha portato a Chiasso dove ha disputato, insieme ai suoi compagni, un girone d’andata turbolento e decisamente in salita. Con l’arrivo di Zambrotta però sembra essere tornato il sereno sopra il Comunale. Durante la preparazione invernale, nella prima amichevole disputata dai rossoblù a Cesena, l’ex bomber del Bellinzona ha ritrovato la via del gol e si è concesso anche il lusso di un assist.

Che sia questa la via della rinascita?“Mi dà fiducia sicuramente. Se potrò dimostrarlo anche in campionato allora potrò dire di essere rinato. Mi sento benissimo ma per dire che sono rinato è ancora presto.”

Diciamo che le cose non sono andate come te le saresti aspettate…“È vero, quest’estate ero praticamente già in Germania. Poi le cose sono andate diversamente e sono arrivato a Chiasso e sappiamo tutti com’è andata. Però io ho un obiettivo ben preciso, che è quello di arrivare a giocare in Serie A o in Super League o all’estero. Per raggiungerlo devo lavorare, non penso a giugno ma al Servette che è la nostra prossima partita e mi preparo al meglio.” 

Hai fatto un bilancio personale dopo il girone d’andata?“Certo, penso che in 11 partite fare 3 gol per un attaccante non è il massimo ma se conto i palloni che mi sono arrivati forse potevo farne due in più. Ma sono dell’opinione che non bisogna a guardare al passato, si deve guardare al futuro ma ancora di più al presente perché ciò che succede domani lo posso influenzare solo con ciò che faccio oggi. Voglio impegnarmi sul presente e poi, un passo alla volta, cerco di migliorare ogni giorno.”

Hai detto che non vi arrivano molti palloni là davanti, qual è il problema?“Le ultime due partite sono andate meglio a livello di squadra ma se si guarda solo il reparto offensivo abbiamo creato poco, me compreso. Quando era arrivato Komornicki una o due occasioni in più le avevamo ma il Chiasso non è una squadra da 10 occasioni da gol come lo era il Bellinzona e nemmeno penso lo diventerà prossimamente, anche se sicuramente riusciremo a crearne qualcuna in più visto che il mister sta facendo un ottimo lavoro.”

A proposito di mister, l’arrivo di Zambrotta, cos’ha cambiato?“Il mister ci ha portato tanto entusiasmo che forse prima non c’era, eravamo molto spenti. Lui ci ha portato l’allegria di giocare, in partita e in allenamento e si vede che il Chiasso è quello di una volta.”

È stato strano averlo prima come compagno e poi come mister?“Sinceramente no perché già prima, con Zambrotta come giocatore, avevo un certo timore reverenziale per quello che ha raggiunto lui perché tanti lo sognano e pochi lo raggiungono. Penso che nessuno abbia avuto questo problema perché una volta che diventi mister cambia completamente il ruolo. Gli do del “lei” anche se prima gli davo del “tu”, ma non mi fa strano.”

Quali sono le zone carenti del Chiasso?“Non c’è bisogno di rinforzo, la società ha fatto un acquisto importante con Regazzoni che secondo me ci può veramente dare una mano con la sua esperienza. Però come ha detto lui, c’è bisogno del gruppo per raggiungere il nostro obiettivo. Penso che siamo un gruppo unito, si vede dallo spogliatoio e si vedrà anche in campo, come le ultime due partite del girone d’andata.”

Del FC Ticino cosa ne pensi?“Secondo me non sarebbe una brutta cosa però è irrealizzabile a causa della troppa rivalità. La soluzione migliore sarebbero due squadre una nel Sopraceneri e una Sottoceneri. In Ticino si sta molto bene ma con una squadra sola si può puntare in alto, però non credo sia fattibile.”

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