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La partenza di Guerra è il classico fulmine a ciel sereno
La partenza di Guerra è il classico fulmine a ciel sereno
La partenza di Guerra è il classico fulmine a ciel sereno
Redazione
8 anni fa
Il ritorno a Davos del numero 27 non ha invece sorpreso Paolo Duca, che ne conosceva da tempo le intenzioni

La notizia del passaggio di Samuel Guerra al Davos per le prossime due stagioni, ha colto di sorpresa il popolo biancoblù. Una perdita, quella del forte difensore, che, unita a quella ormai scontata (a meno di ripensamenti dalla NHL) di Dominic Kubalik stempera un po' il giustificato entusiasmo dei tifosi leventinesi per l'ottimo campionato finora disputato dalla loro squadra.

Formatosi nel settore giovanile del club, il solido e talentuoso difensore biancoblù, nella stagione 2009/2010 era partito per Davos, dove dopo aver giocato 35 partite con le locali U17 e U20, aveva concluso il campionato con la prima squadra, disputando 10 partite alla corte di Arno Del Curto.

La stagione seguente, Guerra fu subito promosso titolare dal vulcanico coach grigionese, collezionando 41 presenze e mettendo a referto 4 assist, conquistando il suo primo titolo di campione svizzero, bissato al termine del torneo 2014/2015.

Un'esperienza positiva, quella grigionese, protrattasi per 7 anni, che permise al possente difensore ticinese di venire inserito nel 2012/2013 nei quadri della Nazionale svizzera con la quale ha finora giocato 13 volte.

Un palcoscenico importante, quello di Davos, che gli spianò la strada verso l'Hallenstadion, dove, nel suo secondo anno con i Lions, è riuscito - è storia recente - a conquistare il suo secondo titolo nell'infinita finale contro il Lugano.

E nella primavera scorsa, l'accordo con l'Ambrì, che ora, però, dopo un solo anno, è costretto a perdere una pedina importantissima del suo scacchiere difensivo. Sì, perché oltre ai 4 gol ed ai 15 assist collezionati nelle 36 partite finora giocate, il numero 27 biancoblù si è sempre distinto per la qualità e l'efficacia del suo gioco difensivo (ottimo nell'uscita dal terzo, nei block shots e nel boxplay), ma pure di quella offensiva, dove riveste un ruolo importantissimo nelle fasi di powerplay.

Insomma, per la compagine leventinese un brutto colpo da incassare, anche perché dalle dichiarazioni di Paolo Duca, che ha svelato di essere già a conoscenza da tempo delle intenzioni del giocatore, l'offerta dell'Ambrì era "buona e concorrenziale".

Al direttore generale biancoblù, unitamente allo staff tecnico, il non facile compito di trovare un degno sostituto per la prossima stagione. Nella speranza di non perdere ulteriori pezzi da novanta.

Roberto Quadri

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