
Ottenere il prima possibile le quattro vittorie necessarie per raggiungere la salvezza e chiudere così una stagione complicata. È l’obiettivo dell’Hockey Club Ambrì-Piotta, impegnato questa sera tra le mura amiche contro l’Ajoie nella sfida valida per gara-1 dei playout. «Non si arriva mai sereni a questo genere di partite», rileva Elias Bianchi, ex capitano biancoblù e consulente di TeleTicino. «I giurassiani vivono forse l’appuntamento con un altro spirito, animati dalla voglia di vincere finalmente una serie di questo tipo». La compagine leventinese «ha dovuto affrontare tante vicissitudini in stagione, che hanno influenzato la serenità del gruppo. Mi sembra tuttavia che di recente sia stata intrapresa una linea chiara e si sia avuto il tempo per iniziare a costruire il futuro con tranquillità».
«Il roster biancoblù è superiore»
In una serie playout il fattore mentale gioca un ruolo molto importante. «L’Ambrì ha più da perdere rispetto all’Ajoie e deve quindi gestire bene la pressione», prosegue Bianchi. «Penso che Tapola disponga di un roster superiore, nonostante i soli cinque stranieri a disposizione. Giocatori come De Luca e Miles Müller possono dare quel qualcosa in più». Sul fronte giurassiano «ci si affida invece soprattutto agli stranieri: penso a Honka, Nättinen e Bellemare. A livello di svizzeri non vedo grosse individualità, fatta eccezione per Mottet».
«Rimanere fedeli al proprio sistema»
Per avere la meglio nel confronto sul lungo periodo sarà fondamentale avere pazienza. «La serie non si vince nel primo tempo di gara-1; occorre continuare a crearsi occasioni senza forzare il gioco. Non bisogna innervosirsi se il gol non arriva subito». In queste partite «si percepisce per certi versi una pressione maggiore rispetto ai playoff. Essere tra le prime otto vuol dire infatti aver già raggiunto un primo obiettivo e competere per conquistare il titolo. Si arriva con la carica giusta». Ai playout, invece, «si è consapevoli che una sconfitta ti porterà a giocare lo spareggio per evitare la retrocessione». Da qui, come detto, la necessità di mantenere la calma. «Non bisogna pensare di dover subito dimostrare di essere superiori, altrimenti si rischia di perdere il filo del gioco. Essere disciplinati e rimanere fedeli al proprio sistema permette invece di far emergere le proprie qualità», conclude Bianchi.

