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Canottaggio
La luganese Maria Rosa Wicki: "La grinta la nostra forza"
Il 4 senza femminile rossocrociato U19 in piena azione agli “internazionali” di Germania sul bacino olimpico di Monaco.
Il 4 senza femminile rossocrociato U19 in piena azione agli “internazionali” di Germania sul bacino olimpico di Monaco.
Americo Bottani
3 anni fa
Sul Lac du Causse a Briv-la-Gaillarde, in Francia, in palio i titoli continentali U19.

Il calendario propone per il prossimo fine settimana la 13ma edizione dei Campionati europei U19. Teatro della competizione sarà lago di Causse a Brive-la-Gaillarde (regione francese della Nouvelle Aquitaine), lo stesso che ospiterà le prove remiere nell’ambito dei Giochi olimpici 2024. 405 gli equipaggi al via in rappresentanza di 26 nazioni. 14 i titoli in palio. La Svizzera è presente con 6 equipaggi e tra questi il 4 senza femminile comprendente Maria Rosa Wicki del Club Canottieri Lugano e completato da Lya Piccolo del SC Biel e da Barbara e Katarina McMahon del Belvoir RC Zurigo.

Alla vigilia della competizione ci siamo intrattenuti con l’atleta luganese, reduce dalla medaglia d’argento conquistata due settimane or sono agli “internazionali” juniori di Germania.

Maria Rosa cosa ci puoi dire sull'esperienza vissuta a Monaco? 

L’esperienza che ho vissuto a Monaco è stata indimenticabile, unica e stancante. Unica e indimenticabile perché non so se la farò ancora, ma nonostante tutto siamo molto felici dei nostri risultati. Siamo anche coscienti che grazie ai risultati che abbiamo fatto sabato e domenica ci siamo guadagnate la selezione per gli Europei. Stancante perché venerdì mi sono dovuta svegliare verso le 5 del mattino; quando in un giorno normale di scuola faccio fatica a svegliarmi alle 7. 

Ti senti ben integrata nel contesto della Nazionale?

Mi sento abbastanza integrata dentro il nostro gruppo U19 perché non sono l’unica che parla italiano, ma il fatto di parlare inglese mi facilita molto la situazione. Il tedesco non è molto un problema perché la maggior parte delle cose che dicono le capisco, ma se per caso non le capissi me lo ripeterebbero anche in inglese.  Penso di essere integrata abbastanza bene anche perché la maggior parte delle ragazze e dei ragazzi li ho incontrati mentre facevo la Coppa della gioventù l’anno scorso. 

Com'è l'ambiente negli allenamenti a Sarnen?

Durante il ritrovo a Sarnen è come essere in famiglia perché ognuno fa il proprio lavoro per ritornarci; ma nonostante questo ci aiutiamo anche come squadra in particolare se siamo in barca insieme. Un esempio di questo aiuto reciproco è avvenuto molto recentemente a Monaco, dove io ero capovoga. La mia compagna Katarina, e pure gli allenatori, hanno accettato di spostare il timone indietro al suo posto per mantenere la barca più in traiettoria, infatti è grazie a lei se durante le gare a Monaco andavamo dritte. 

Difficile conciliare studi e  sport?

Non è facile conciliare gli studi con lo sport, ma è una cosa che si impara presto a fare quando ci si vuole allenare per poi con fatica entrare in nazionale. Questa qualità la si acquisisce soprattutto quando si sa che se non si va bene a scuola non ti richiamano. Per questa ragione cerco di combinare gli studi con l’allenamento.

Quali gli obiettivi per gli Europei?

I miei obbiettivi per gli Europei che poi penso che siano gli obbiettivi di tutta la barca, è andare a Brive fare il nostro meglio non sottovalutando le altre e batterle. So che abbiamo la capacità di essere forti perché come abbiamo dimostrato a Monaco non ci manca la grinta.