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La grande America alla prova del nemico invisibile
La grande America alla prova del nemico invisibile
La grande America alla prova del nemico invisibile
Redazione
6 anni fa
Intervista all’ex allenatore dei portieri dell’HCL Leo Luongo

La situazione in Europa è chiara. Il vecchio continente arranca ma prova a fermare l’avanzata del coronavirus. L’America invece come sta vivendo queste giornate fatte di preoccupazione e paure? Abbiamo provato a chiederlo a Leo Luongo, già preparatore dei portieri dell’HC Lugano. Il fratello del grande Roberto attualmente risiede a Springfiled, sulla costa orientale, dove allena gli estremi difensori della locale formazione di AHL.

Leo, come sta affrontando l’America questa pandemia?Per il momento abbiamo una percezione diversa del problema rispetto all’Europa. Non siamo ancora travolti dall’ondata di malati e decessi. Di certo si sta lavorando per evitare che questo possa succedere nelle prossime settimane.

Da questa parte dell’Oceano si ha la sensazione che l’America non abbia capito sino in fondo la gravità della situazione...Vivo in una piccola città e posso dire che la gente inizia a fare attenzione, a prendere le dovute precauzioni. Le scuole sono chiuse per esempio.

È però anche vero che su twitter o in strada diverse persone tendono a minimizzare. Le mascherine o i guanti non li utilizza nessuno. In compenso nelle scorse ore c’è stato l’assalto ai grandi supermercati. Alcuni prodotti non sono più disponibili negli scaffali.

Parlavamo di un’America che ha forse sottovalutato la questione. Trump in questo potrebbe non essere esente da responsabilità...Non mi va di parlare troppo di politica. Forse all’inizio della crisi ha dato questa impressione. In molti a dire il vero pensavano che l’America non sarebbe stata toccata. Il suo discorso di mercoledì ha però cambiato le cose. In 30 minuti tutti si sono resi conto di cosa sarebbe successo. Anche l’annuncio che diversi VIP sono stati infettati ha contributo. Insomma, si è innescato un effetto domino.

Per te la situazione era già invece più chiara...Sì perché siamo in costante contatto con il cugino di mia moglie che abita a Firenze. Ci ha spiegato le condizioni in cui è costretto a vivere. Non può nemmeno recarsi dai parenti che abitano a Campobasso.

Veniamo allo sport. In Svizzera il campionato è stato annullato. In Nord America tutte le maggiori leghe sono sospese.Seguo ancora la National League e so cosa hanno deciso di fare. Mai avrei pensato che si potesse arrivare a tanto in NHL. Francamente, non mi sembra vero. Se si dovesse ripartire, sarà come disputare una nuova stagione. Quello che più mi fa strano è non sapere nulla di quello che ci aspetta. Non so se e quando si potrà ricominciare, tutto dipenderà dai casi che emergeranno nel paese. Quello che immagino è comunque che non si giocheranno dei playoff a porte chiuse. Lo spettatore è parte del nostro show. Sarà difficile combinare gli interessi sportivi, quelli economici e quelli della salute pubblica.

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