
Il romanzo dell'orrore, una sorta di storia alla Stephen King in salsa locarnese, è giunto all'ultimo capitolo col primo tempo del Lido contro il Delémont.
I 90 minuti coi gialloneri narrano di una partita generosa: i ragazzi di un Nicolò in versione trapattoniana (coaching molto partecipe a bordo campo) non hanno lesinato l'impegno, ma come in parecchie altre circostanze è mancato dannatamente il "killer instinct", quel mix di sano agonismo e tempismo al momento di dare la zampata giusta!
Non si offenda il Locarno, ma in questo senso la squadra è un po' femmina, per dirla alla Brera: i verbanesi sono capacissimi di fare la partita, manca però uno per far trentuno. Ieri come oggi.
Il Delémont, invece, almeno una delle buone discese di cui è stato protagonista l'ha capitalizzata: la rete di Kilezi al 17' è viziata da un fallo dei giurassiani, ma il posizionamento della difesa locale sul cross dalla destra, beh, lasciava molto a desiderare.
"Uno schieramento a presepe", per citare un vecchio cronista di Lucca che con quest'espressione faceva imbufalire il guru della provincia Eugenio Fascetti...
In fase offensiva non è andata meglio, perché se il trascinatore è quell'Eschmann - scapigliato e fumoso come Gervinho - che non passa una palla neanche sotto tortura, la manovra finisce inevitabilmente per ingolfarsi.
Buon per il Locarno che a metà campo "Magio" Maggetti fa legna e che in una ripresa in cui la verve locarnese si stava affievolendo c'è stata la fucilata di Flena in diagonale: 1-1 al 72' e primo punto in campionato.
Un pareggio figlio anche di alcune belle parate di Buono nel primo tempo.
Per una volta i 340 del Lido possono sorridere...
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