
L'ultima avventura mondiale per la Corea del Nord non era finita benissimo: in Sudafrica, sei anni fa, aveva raccolto tre sconfitte in altrettante partite, 0 punti, un gol fatto e 12 subiti.
Al ritorno in patria l’intera squadra era stata sottoposta a una strigliata lunga sei ore al Palazzo della Cultura del Popolo e l'allenatore della selezione, Kim Jong-Hun, era è stato accusato di “tradimento” e costretto ai lavori forzati.
Un trend negativo, quello della Nazionale, che i vertici della Federazione calcistica di Pyongyang hanno deciso di invertire. "Alleniamo i nostri giovani per farli diventare calciatori super talentuosi, le cui capacità supereranno quelle di Lionel Messi", ha detto l'allenatore della scuola calcio della capitale Ri Yu-il all'agenzia "AFP".
Ri sogna un "dominio globale" norcoreano nel mondo del calcio, ma l'allenatore della Nazionale maggiore Jörn Andersen ha frenato la sua euforia: "Non penso che potranno mai creare un nuovo Messi. Al massimo dei buoni giocatori a livello asiatico".
Per il mister norvegese il problema per i giovani talenti nordcoreani è l'impossibilità di lasciare il Paese. "Così è difficile migliorarsi".
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