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La Coppa è un calice amaro: ma che beffa...
Redazione
12 anni fa
A Cornaredo fa festa un Grasshopper premiato più dal suo pragmatismo che dal gioco: il Lugano di Bordoli ha poco da rimproverarsi

È un ottavo di Coppa Svizzera amaro quello che saluta il Lugano di Bordoli, sconfitto 1-0, ma i 120' di Cornaredo premiano il Grasshopper oltre i propri meriti.

Primo tempo davvero bello e tirato, con le due squadre ad alternarsi nel cercare di fare la partita, come se si scambiassero un metaforico testimone in una gara di atletica.

Grasshopper in campo con Grichting (beneficiario dell'effetto sospensivo dopo un gomito galeotto) e vestito di un improbabile arancione fluo.

Sul rettangolo verde di Cornaredo, però, le cavallette non ricalcano certo le orme della grande Olanda del calcio totale: il merito va ascritto anche e soprattutto a un Lugano sia tignoso che sbarazzino, abile a leggere tra le pieghe della partita.

Lungo l'elenco dei "piazzati" calciati da entrambe (bello quello griffato Malvino-Cortelezzi al 30') ma va annotata pure la sberla su azione personale di Ben Khalifa al 40', un colpo da biliardo degno del cinematografico "Il colore dei soldi" della coppia Cruise-Newman.

La ripresa? Comincia com'era terminata la prima frazione, ovvero con un "quasi vantaggio" bianconero: alla botta di Sabbatini al 45' fa eco il tiro ravvicinato di Urbano, salvato sulla linea dalla banda Skibbe.

Secondo tempo da uomini duri, nel quale la grinta e i muscoli di Josipovic sono manna, nelle due fasi, per la compagine di Bordoli.

Lo "spettacolo" del primo tempo non trova conferme e le emozioni sono rimandate al supplementare, con Pacarizi che al 3' fallisce il corrispettivo di un rigore in movimento.

Tosto e propositivo, insomma, questo Lugano privo degli infortunati Padalino, Basic e Cesar e bravo a mantenere il serbatoio colmo contro un avversario che, nonostante le difficoltà, giostra comunque in quel campionato chiamato Super League.

Ma il calcio è materia crudele e, al 102', l'improvvisato professor Tarashaj sale in cattedra per allungarne la lista nel saggio delle beffe.

Nella circostanza va segnalato il rimpallo fortuito che ha premiato la cavalletta numero 30, ma anche il piazzamento sbagliato della difesa luganese: un errore, sostanzialmente l'unico, costa quindi carissimo!

Il Lugano si spreme generosamente anche dopo la beffa, ma a lasciare Cornaredo da vincitori sono le cavallette...

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