
Le decisioni prese ieri dalla Swiss Football League in merito all'assegnazione in prima istanza delle licenze per la prossima stagione, solleva ancora una volta il velo sui problemi che affliggono la Challenge League.
Serge Duperret, presidente del Le Mont, ha infatti deciso di alzare bandiera bianca: vistosi negato la licenza in prima istanza, il club vodese non ricorrerà. Anche se dovesse ottenere la salvezza sul campo, la squadra la prossima stagione calcherà i terreni della Promotion League. Con questo annuncio si è così di fatto già chiusa, fuori dal campo, la lotta salvezza che coinvolgeva diverse squadre tra cui il Chiasso e il FC Wil, al centro di innumerevoli vicissitudini nel corso degli ultimi mesi.
Gli altri casi
Come sottolineato anche sulle pagine del Blick, dalla riforma del campionato avvenuta nel 2012, col passaggio da 16 a 10 squadre, in Challenge League si sono susseguite ben quattro retrocessioni per questioni extra-sportive. Il primo caso è ben noto alle nostre latitudini: l'AC Bellinzona fallì nella primavera 2013, retrocedendo così nel calcio regionale e liberando un posto nel secondo campionato. Nella stagione 2014/2015 fu il blasonato Servette a retrocedere negli inferi delle leghe regionali, mentre un anno più tardi toccò al Bienne vivere lo stesso dramma. Entrambe le squadre sognavano di arrivare addirittura in Europa con i loro nuovi stadi, ma hanno dovuto scontrarsi con la dura realtà dei bilanci societari.
Una formula da rivedere?
Bellinzona, Servette, Bienne, Le Mont. In cinque campionati, quattro retrocessioni si sono decise lontano dal campo, lasciando così al Locarno lo spiacevole primato di unica squadra a retrocedere "sportivamente" nella stagione 2013/14.
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