
Gioca in una squadra che è una piccola favola. Prende il nome del fiume che bagna la città di riferimento (Chiavari) e la divide dai vicini di Lavagna. Prima di oggi non era mai stata in Serie B e lunedì ha assaporato il dolce gusto del primo successo esterno.
Lui è Stefano Botta e lei, la squadra, l'Entella (8 punti punti sinora e cammino in linea con l'obbiettivo salvezza). Ex centrocampista del Lugano - 31 gettoni nella stagione di Challenge League 2004-2005 - il comasco era approdato ai biancazzurri liguri in tempo per ottenere la storica promozione.
"Dopo un anno e mezzo a Terni, sono passato alla squadra di Luca Prina per disputare il girone di ritorno dello scorso torneo, ossia quello che ci ha portati in Serie B. Ora vogliamo tenercela stretta e, nonostante ci siamo rinforzati con dei giocatori validi e di nome, lottiamo per salvarci. Il primo anno non si può chiedere di più. Fare il passo secondo la gamba, poi, è la filosofia dell'Entella.
Esterno mancino a Cornaredo, giostra ancora a metà campo, ma ha abbandonato la fascia e... segna pure: "La mia rete al Cittadella vale più dei tre punti dopo quello che è successo nelle ultime settimane a Genova, città a me cara per i trascorsi genoani. Chiavari è stata meno colpita, ma simbolicamente quel gol vuole comunque rappresentare un piccolo sorriso dopo l'alluvione che ha colpito la regione.
Botta descrive così la sua... botta: "Un tiro potente da lontano, 25 metri circa, che si è insaccato nell'angolino". E ora c'è il Frosinone: "Sì, questo weekend affronteremo a Chiavari i ciociari primi in graduatoria, ma dobbiamo ugualmente fare punti, anche perché sul nostro campo vogliamo migliorare".
A proposito del campionato svizzero, e più precisamente del calcio ticinese, il giocatore classe 1986 spiega di seguirlo ancora. "Mi informo su internet, almeno per quanto concerne i risultati del Lugano. Ma non solo: ho letto qualche tempo fa che il Bellinzona ha collezionato tantissimi abbonamenti in Seconda!".
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