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Kobe Bryant, la scomparsa di un'icona dello sport
Kobe Bryant, la scomparsa di un'icona dello sport
Kobe Bryant, la scomparsa di un'icona dello sport
Redazione
7 anni fa
La leggenda del basket se ne va a 41 anni. In lutto il mondo del basket e dello sport

Una leggenda del basket se ne va. Kobe Bryant ha perso la vita a 41 anni in un incidente di elicottero a Calabas, zona a nord-ovest di Los Angeles. Assieme a lui è deceduta la figlia Gianna di 13 anni e altri 7 passeggeri. Sono in corso le indagini dell'FBI per accertare le cause dello schianto. Secondo TMZ la scarsa visibilità e la nebbia potrebbero essere state le ragioni per cui il velivolo è precipitato mentre viaggiava a circa 300 km/h.

La stella dell’NBA e sua figlia, giovane promessa della pallacanestro, si stavano recando alla Mamba Academy, l’accademia di basket fondata dal campione, per una mattinata di allenamenti. Oltre alla moglie, Bryant lascia altri tre figli: Natalia, Bianca e il neonato Capri.

Una carriera spettacolare e un'icona mondiale dello sport

Bryant è considerato uno dei più grandi giocatori di sempre, un campione assoluto, dentro e fuori dal campo. Ha militato per tutta la sua carriera NBA nei Los Angeles Lakers, squadra con cui ha conquistato 5 titoli (nel 2000, 2001, 2002, 2009 e 2010). È stato il primo giocatore NBA a militare nella stessa squadra per 20 anni.

Con la Nazionale statunitense ha partecipato ai FIBA Americas Championship 2007 e ai giochi olimpici di Pechino 2008 e di Londra 2012, vincendo la medaglia d'oro in tutte e tre le manifestazioni.

Bryant è il quarto miglior marcatore della storia della Nba con 33.643 punti. Proprio sabato è stato scalzato dal podio da LeBron Jamens, attuale stella dei Lakers. Sedici ore prima del terribile incidente, Kobe si era congratulato via Twitter con il collega: "Continui a far avanzare il nostro sport, ho grande rispetto per te, fratello mio". 

Il 14 aprile 2016 Kobe Bryant dice addio alla pallacanestro, giocando la sua ultima partita in NBA. Una partita che manda in visibilio il pubblico dello Staples Center e al termine della quale Bryant fa un ultimo saluto, lasciando il microfono con le parole diventate poi famose "Mamba Out". Nel dicembre del 2018 i Los Angeles Lakers hanno ritirato le sue due maglie (la 8 e la 24) in una cerimonia, in cui Magic Johnson lo ha definito "il più grande di sempre a vestire il gialloviola".

Gli anni italiani e gli studi a Basilea 

Kobe Bryant ha iniziato la sua carriera in Italia, dove giocava suo padre Joe Bryant (dal 1984 al 1991). Per questo motivo parla anche italiano. È cresciuto cestisticamente tra Rieti, Reggio Calabria, Pistoia e Reggio Emilia. Un'esperienza di cui la leggenda dei Lakers ha sempre portato il ricordo ed è sempre andato fiero. 

Bryant ha passato anche qualche anno in Svizzera, a Basilea, mentre il padre militava nella squadra francese di Mulhouse. Lo ha raccontato Giancarlo Sergi, presidente di Swiss Basketball, al Corriere del Ticino. "Quando gli dissi che venivo dalla Svizzera, Kobe mi spiazzò. Mi spiegò che conosceva bene il nostro Paese perché aveva studiato a Basilea. Frequentò infatti la scuola internazionale della città renana quando il padre, nel 1991-92, vestiva la maglia del Mulhouse, appena oltre il confine. Aggiunse di conservare un bellissimo ricordo di quella esperienza: la Svizzera gli era piaciuta un sacco". 

La passione del basket lo porta fino all'Oscar 

Un altro momento glorioso della vita di Kobe Bryant è quello legato alla vittoria del premio Oscar, il 4 marzo 2018, per il cortometraggio d'animazione "Dear Basketball", la lettera aperta con cui ha detto addio alla pallacanestro. Il regista e animatore Glen Kean si è ispirato proprio alla missiva del campione, un vero inno d'amore per la sua passione, il basket. 

"Caro basket, dal momento in cui ho cominciato ad arrotolare i calzini di mio padre e a lanciare immaginari tiri della vittoria nel Great Western Forum ho saputo che una cosa era reale: mi ero innamorato di te. Un amore così profondo che ti ho dato tutto, dalla mia mente al mio corpo, dal mio spirito alla mia anima". 

Molti messaggi di cordoglio

L’America e l’intero mondo dello sport piangono la scomparsa di "The Black Mamba", così era soprannominato Bryant. Fuori dallo Satples Center di Los Angeles, dove Bryant ha deliziato i tifosi dei Los Angeles Lakers, in poche ore si è radunata una folla di persone. Molti i fan in lacrime davanti al maxischermo, su cui campeggia l’immagine di Kobe. Davanti all’ingresso dell’arena sono stati deposti fiori, biglietti di addio e candele.

Magic Johnson, intervista da CBS Sport News durante la diretta fiume in notturna, ha commentato la scomparsa di Kobe Bryant: “Pensavo che sarebbe vissuto in eterno. Ho sempre creduto che fosse invincibile”. 

"Era una leggenda" ha scritto l'ex presidente USA Barack Obama, notoriamente un grande appassionato di basket e che conosceva personalmente Bryant. 

Nella notte si è tenuta anche la cerimonia dei Grammys per premiare le star della musica. Tutti hanno voluto rendere omaggio alla leggenda dello sport appena scomparsa.

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