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Katrin Rutschow: una leggenda del canottaggio tedesco
Katrin Rutschow: una leggenda del canottaggio tedesco
Katrin Rutschow: una leggenda del canottaggio tedesco
Redazione
6 anni fa
Vinse l'oro ai Giochi olimpici di Atene nel 2004

Katrin Rutschow, classe 1976, è stata una delle figure emergenti del canottaggio. Ha iniziato la sua carriera nell’ex Germania dell’Est (DDR) alla fine degli anni ’80. Nel suo palmares può vantare tutta una serie di successi nella categoria juniori per poi vincere la medaglia d’oro nel singolo in occasione dei Giochi olimpici del 2004 ad Atene. Sposata con Bernhard Stomporowski, altro atleta di valore nel contesto dei pesi leggeri, ha avuto due figli gemelli: Kiro Gerome e Caspar Vincent, che ora hanno 14 anni.

L’abbiamo incontrata nella città della Limmat in occasione di una serata indetta in suo onore dal SC Zurigo che l’ha vista allenatrice del settore juniori dal 2005 al 2007.

Sono ormai trascorsi 16 anni dall’oro olimpico. “Sono stati 13 anni meravigliosi e del mio passato non cambierei nulla. Non mi sono mancate le soddisfazioni. Certamente, lo sport ha cambiato radicalmente la mia vita”, ci ha confidato l’atleta tedesca.

La Rutschow attualmente lavora part-time come consulente fiscale. Passa le mattine a “giostrare” con i numeri ma nel pomeriggio si reca al club di canottaggio (Dynamo Potsdam) dove si occupa della squadra juniori affiancando Jutta Lau che fu già sua allenatrice durante i 13 anni competitivi. “Provo a ripensare a quello di buono che ho fatto nel corso della mia carriera e trasmetterlo ai ragazzi. Cerco di lavorare sui loro punti di forza nel modo più divertente possibile è il mio principale obiettivo”.

Dopo un’intera giornata di lavoro e coaching, la Rutschow torna a casa per trascorrere del tempo con i suoi due figli. “Preparo la cena per loro e verifico che stiano facendo i compiti. Sono entrambi alti, ma la loro motivazione per il canottaggio non è certamente la mia”, dice ridendo. la motivazione di Katrin durante i suoi anni di competizione è stata eccezionale. Fu l’unico sportivo della famiglia e fu identificata a scuola, soprattutto per la sua altezza. per allenarsi e competere si è trasferita a Berlino.

“La mia famiglia ha avuto reazioni diverse” – ci confida Katrin -. “Era al tempo della DDR. Mio padre si è detto subito d’accordo. Non così mia madre. Entusiasta la nonna che ha fatto incetta di tutti gli articoli apparsi sulla stampa. La nostra interlocutrice ricorda la caduta del muro di Berlino. “Ho visto l’accaduto alla televisione. Il fatto non ha avuto un grande effetto. “Abbiamo continuato ad allenarci con le stesse barche, lo stesso club e lo stesso allenatore”.

Guardando al suo passato, Katrin riserba ottimi ricordi. Non ricordo un evento specifico, salvo, naturalmente l’oro olimpico per il quale, naturalmente, sono orgogliosa e contenta”.

Ma qual è il suo attuale legame con il canottaggio: “Mantengo un contatto con alcuni vogatori tedeschi. Guardo i principali eventi internazionali e, naturalmente faccio tifo naturalmente per la mia Germania ma nel profondo mi appassiono per i migliori vogatori, indipendentemente dalla nazione”.

Con un’incredibile passione per lo sport che ha plasmato la sua vita, Katrin spera di poter trasmetterla alle nuove generazioni. “Non è facile trovare rematori di questi tempi, considerati gli accresciuti impegni scolastici. Il mio consiglio – conclude la Rutschow – rimane quello di far capire ai giovani i loro punti di forza, poi costruirli e renderli ancora migliori”.

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