
“Alcuni cambiamenti saranno drastici, dovremo essere pazienti con i giocatori e la squadra". Sami Kapanen è un tipo con le idee molto chiare e se dice che alcuni cambiamento saranno radicali, c’è da credergli. Dopo il primo allentamento, avvenuto ieri, è ancora troppo presto per capire che Lugano si vedrà, anche se le basi sono già state poste.
“Abbiamo parlato con la squadra, vogliamo qualità negli allenamenti, vogliamo essere una squadra aggressiva e attiva" ha dichiarato l'allenatore bianconero ai microfoni di TeleTicino. "Per fare questo serve una grande condizione e in queste settimane abbiamo lavorato tanto su questo aspetto. Adesso andiamo sul ghiaccio e iniziamo a mettere in pratica il nostro sistema. Di certo non sarà un processo che si completa dalla sera al mattino".
Insomma, ci vorrà davvero pazienza. Una predisposizione che a Lugano storicamente scarseggia. Al contrario la pressione non è mai mancata e mai macncherà: “La pressione è buona, devi godertela" sottolinea il coach. "Se non ci fosse non farei bene il mio lavoro. È una condizione che mi aiuta a dare il massimo".
Quel massimo che forse Lapierre non era più in grado di dare. Ma dietro alla cacciata del canadese, con relativo ingaggio di Spooner, non c’è lo zampino di Kapanen, assicura lui: “Non ho mai chiesto un nuovo giocare, non sono questo tipo di allenatore. Lavoro con chi ho a disposizione. Tocca al ds fare certe scelte, se mi chiedono un’opinione la do volentieri ma io non chiedo nulla.”
E Kapanen non avanza nessuna richiesta neppure al numero di stranieri a disposizione. Quattro o cinque, lo dertermina la società: “Deve scegliere il club. Se ci sarà un quinto straniero decideremo chi fare giocare. A volte la pressione spinge tutti al proprio limite. Se non arriverà nessuno, per me andrà comunque benissimo lo stesso. Dobbiamo aspettare e vedere cosa succede" ha concluso Kapanen.
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