
Aveva fatto il suo esordio a Vinovo tra le contestazioni, ha ripagato quegli stessi detrattori portando la Juventus in finale di Champions League dopo 12 anni: il pari d'oro del Bernabeu è soprattutto la rivincita di Massimiliano Allegri. Ma è buono anche per far festeggiare Stephan Lichtsteiner, che ha twittato: "Finale oh oh oh! Andiamo a Berlino! Berlin wir kommen! Fino alla fine Forza Juventus". Per lui è stata inoltre una festa doppia: uno svizzero torna infatti in finale della massima competizione europea da protagonista. L'ultimo fu Stéphane Chapuisat col Borussia Dortmund di Ottmar Hitzfeld nel 1997: l'attaccante svizzero e i suoi compagni di allora vinsero la Coppa battendo proprio la Juve. Ciriaco Sforza (Bayern Monaco 2001), Philippe Senderos (Arsenal 2006) e Xherdan Shaqiri (Bayern Monaco 2013) non erano invece titolari nella propria squadra.
Dal passato nuovamente all'attualità, ora: in questa finale il laterale rossocrociato della Vecchia Signora e la sua squadra se la vedranno col Barcellona degli extraterrestri Neymar, Messi e Suarez. Ma questo è un problema che la sorprendente Juve made in Livorno si porrà al momento opportuno. Adesso "Acciughino" (come gli amici del bar chiamano l'allenatore dei bianconeri) può godersi quella che in fase di pronostico si annunciava un'impresa quasi impossibile.
Ma contro lo stellare Real Madrid di Carletto Ancelotti la Juventus si è dimostrata all'altezza sia all'andata a Torino che al ritorno al Santiago Bernabeu: in entrambe le circostanze la vincitrice degli ultimi quattro scudetti ha giocato inoltre a calcio. Farlo allo Juventus Stadium poteva anche starci, ma nella tana del mito Real - dove si narra che i 90 minuti siano molto lunghi per gli avversari - sembrava utopistico, al momento del sorteggio. Invece neanche a Madrid la banda Allegri non ha piazzato il metaforico autobus davanti alla porta di Gigi Buffon, anzi: ha attaccato le Merengues e non si è lasciata frustare neanche dal rigore calciato da Cristiano Ronaldo (decretato per un fallo non proprio nettissimo) che l'ha castigata al 23' del primo tempo. Il gol di Morata - alla seconda rete consecutiva contro il club l'aveva ripudiato - è stato il giusto premio a questa Juventus che pian piano si è seduta al tavolo delle grandissime d'Europa: il tavolo di un ristorante da 100 euro, ma costato 10, a differenza di quello che pensava l'ex Mister Antonio Conte. Ora i commensali sono solo due: bianconeri e blaugrana, avversari il prossimo 6 giugno a Berlino.
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