
John Quenneville, il nuovo straniero del Lugano, si è già allenato con la maglia bianconera. Si dichiara soddisfatto e in forma per scendere in pista con i suoi compagni di squadra. La scelta di venire al Lugano è in linea con le sue idee famigliari e non vede l'ora di giocare con questa nuova maglia. Ecco a voi le sue prime parole:
Com’è andato il tuo primo allenamento?
"Era il secondo. L’allenamento è andato bene, abbiamo lavorato duro e sudato molto".
Sei in forma fisicamente?
"Sì, certo, guardatemi! Sono in ottima forma e pronto per giocare. Non vedo l’ora di tornare a disputare una partita, sarà divertente sul ghiaccio e provare a vincere".
Come ti sei tenuto in forma negli ultimi mesi?
"In America mi sono allenato per gli ultimi 3 mesi con una squadra professionistica, quindi sono sceso sul ghiaccio 5-6 volte a settimana negli ultimi mesi. Sono sicuramente in forma, pronto per giocare a hockey".
Perché hai firmato con il Lugano?
"Ero entusiasta dell’idea di poter tornare in Svizzera, mi era piaciuta molto l’esperienza a Zurigo. Mi piace giocare nel campionato svizzero e il Lugano ovviamente è una squadra storica. Lugano è anche un ottimo posto in cui vivere, è stata una decisione facile".
Contro il Lugano avevi fatto bene (5 gol e 3 assist) …
"È vero, contro il Lugano avevo fatto bene, ma fa parte del passato. Adesso sono davvero felice di essere qui, non vedo l’ora di giocare".
Che tipo di giocatore sei?
"Gioco con tanta energia e velocità, cerco di tirare molto e segnare. Provo sempre a creare qualcosa offensivamente, cercando di segnare. Sono però anche un giocatore a tutta pista. In NHL e nelle leghe di alto livello impari a giocare pure senza disco. La parte principale del mio gioco è quello di creare offensivamente, facendo giocare con il disco e cercando di segnare".
E nello spogliatoio che persona sei?
"Sono un ragazzo pieno di energia e provo continuamente a trasmetterla nello spogliatoio. Provo a godermi ogni momento, giochiamo a hockey ed è un lavoro divertente. Ogni giorno provo a venire in pista con la giusta attitudine, provando a sfruttare al massimo le possibilità che abbiamo".
Quali sono le tue prime impressioni della città?
"La città è fantastica, l’avevo già visitata con mia moglie quando giocavo a Zurigo. È un posto bellissimo, basta aprire gli occhi e guardarsi attorno per accorgersene. È un bel posto in cui vivere, abbiamo una bella pista e lo staff è grandioso. C’è anche un bel gruppo, ho già conosciuto alcuni ragazzi e incontrerò gli altri dopo la pausa per la nazionale. Non vedo l’ora di essere al completo e iniziare a giocare".
Perché non hai ancora giocato in questa stagione?
"Ci sono diverse ragioni, negli ultimi mesi è successo molto a livello famigliare. Come marito e padre, è iniziato un nuovo capitolo della mia vita. Negli ultimi mesi non si era presentata la giusta opportunità per me e la mia famiglia. Adesso sono semplicemente felice di essere qui a Lugano. Con lo Zurigo ho vissuto una bella esperienza, la squadra era forte e siamo arrivati fino in finale, prima di perdere contro lo Zugo. Ho davvero apprezzato vivere in Svizzera, un posto fantastico in cui vivere e che ha un bel campionato in cui giocare".
Perché l’anno scorso hai cambiato squadra?
"Per ragioni famigliare, mia moglie stava per partorire in America. Ho avuto la possibilità di finire la stagione in Nordamerica, e essere così presente per la nascita della mia prima figlia. In Svezia stavo giocando bene, ma penso che tornare a casa fosse la cosa migliore e sono felice di aver fatto quella scelta".
Giocherai la Coppa Spengler?
"Al momento non lo so ancora, vedremo. Teoricamente sì, ma al momento è una fase concitata, penso a una cosa alla volta".
Questa è un’occasione per metterti in mostra?
"Certamente, come giocatore di hockey o come atleta sei sempre sotto osservazione. Provi sempre a dimostrare il tuo valore e a guadagnarti il tuo posto. Mi piace però molto giocare in Svizzera e proverò a sfruttare al massimo la mia opportunità a Lugano, poi vedremo".
Essere scelto al primo turno NHL ti ha messo sotto pressione?
"L’hockey è un grande business, soprattutto in Nordamerica. Ci sono molti fattori che determinano una carriera. Non parlerei solo di pressione, devono funzionare molte cose per giocare e restare in NHL. A volte l’aspetto logistico non gioca a tuo favore, ma ci sono anche altri motivi. Puoi trovare molti motivi per cui a volte le cose funzionano oppure no, ma alla fine fa parte della vita".
Con Mirco Müller hai ritrovato un volto noto…
"È un ragazzo fantastico, eravamo buoni amici quando giocavamo assieme dei New Jersey Devils. Ieri è già venuto ad aiutare me e la mia famiglia a sistemarci, sono felice che siamo di nuovo compagni di squadra. Abbiamo anche una situazione famigliare simile, entrambi siamo papà da poco, c’è un buon feeling tra di noi. Sono felice di essere qua, adesso non vedo l’ora di giocare a vincere".
Sei rimasto sorpreso quando hai scoperto che il tuo allenatore ha solo 30 anni?
"Sì decisamente!"
E cosa ne pensi?
"Buon per lui. È difficile ottenere una posizione del genere a quell’età, quindi tanto di cappello".
È la prima volta che hai un allenatore così giovani?
"Sì, sicuramente. Ho parlato con lui solo brevemente, ma non abbiamo ancora discusso del mio posto nel line up. Non ho nessuna aspettativa a riguardo, penso di poter aiutare la squadra in molti modi diversi. Mi concentro solo su di me, provo ad essere al meglio per aiutare la squadra".

