
Dopo la vittoria in semifinale di Coppa Svizzera contro il Servette il capitano del Lugano Sabbatini espone le sue emozioni ai microfoni di Ticinonews. L’obiettivo di bissare il successo dell’anno scorso è concreto e anche il capitano bianconero ci crede: “Abbiamo raggiunto ancora un altro obbiettivo che è quello di arrivare in finale di Coppa e confermare la voglia che ha questa squadra di vincere ancora un altro titolo. È una conferma anche il momento positivo di crescita che sta facendo questa squadra in tutti questi anni. La sensazione di oggi è di stanchezza: abbiamo dormito poco, però abbiamo la consapevolezza e la tranquillità di aver fatto un ottimo lavoro. La partita ci stava sfuggendo di mano la partita alla fine, ma è andato tutto per il verso giusto”, sostiene Jonathan Sabbatini.
La responsabilità del capitano
Il capitano dei bianconeri ha preso la responsabilità di calciare l’ultimo rigore, ma ne è valsa la pena: “Il rigore era pesantissimo perché sapevo che da parte mia non ero una garanzia per la squadra. Ne avevo fatti con il Lugano, ma ne avevo anche sbagliati. Gli ultimi due li avevo sbagliati e quindi era per me una bella responsabilità. in Israele ho sbagliato decidendo di cambiare all’ultimo, mentre questa volta mi sono detto che se devo sbagliarlo lo faccio seguendo la mia idea che è quella di sempre battere in quel lato lì” e ancora: “È andato tutto bene. Il rigore sbagliato da Mbabu mi dava più tranquillità. Sarebbe stato diverso nel caso lui avesse segnato perché magari mi condizionava di più. È andato tutto per il verso giusto”, ribadisce Sabbatini. “Il mister stava facendo i nomi”, prosegue il capitano del Lugano. “I ragazzi hanno detto subito ‘tiro io’, quindi mancava il quinto. C’era Facchinetti che mi guardava con la voglia di tirarlo e io l’ho anticipato e ho deciso di tirare io il quinto. È andata così e vuol dire che abbiamo fatto un’ottima scelta. Il mister doveva cambiarmi alla fine per far entrare Babic e Espinoza. Doveva andare così: è destino”, dice Sabbatini. Di fronte a Frick Jonathan Sabbatini non ha titubato: “Non è un caso che è in nazionale, è molto bravo. Aveva indovinato quello di ‘Botta’ e poi gli altri ragazzi sono stati bravissimi a mandarlo da una parta e palla dall’altra. Mi sono detto che se lui fosse andato dal mio lato avrei dovuto alzare la palla, perché lui spingendo forte sulle gambe magari avrebbe parato il pallone”, sostiene il capitano del Lugano.
Le parole su Osigwe
Il capitano dei bianconeri sottolinea anche la bella prestazione del suo portiere: “Sono felice per Osigwe. Lui sa che qualche volta abbiamo avuto delle discussioni positive, soprattutto in allenamento, sia con lui sia con Saipi. Io ovviamente voglio sempre tirare fuori il meglio da ogni giocatore e in questo caso anche dai portiere perché so il valore che hanno. Lui non è un caso che lo abbiano convocato anche in Nazionale. L’ho abbracciato perché credo ci abbia salvato nella doppia parata che ha fatto nei supplementari. Lì è stato decisivo. Noi abbiamo calciato molto bene i rigori, ma credo che lui abbia salvato la partita”, sostiene Sabbatini.
La 'zona Cesarini'
“Siamo entrati negli spogliatoi tranquilli e consapevoli di quello che stavamo facendo”, prosegue il capitano dei bianconeri, “C’erano cose da migliorare e una era questa: spingere di più e metterli in difficoltà. Se avessimo lasciato il pallino del gioco al Servette ci avrebbero messo in difficoltà, come hanno fatto in certi momenti. È stato un peccato perché abbiamo avuto palle da gol nitide. Quando non riesci a chiudere la partita dai sempre la possibilità all’altra squadra di riuscire a pareggiarla o a cambiare l’andamento della gara e così è stato. Nessuno di noi vuole commettere degli errori. Ognuno di noi fa delle scelte per vincere le partite o per far si che la partita vada nel verso giusto, poi succedono certe cose anche per la bravura dell’avversario. Ci godiamo comunque questo passaggio in finale. Il capitano del Lugano si sofferma velocemente sugli episodi di perdita di tempo della sua squadra: “Non so come è nata questa cosa però è successo. È solo un ricordo sul quale scherzeremo. Ora dobbiamo imparare un po’ da queste situazioni ed essere più intelligenti”.
Il sogno del bis
Il prossimo obiettivo di Sabbatini e compagni è battere lo Young Boys e portare a casa la seconda Coppa Svizzera consecutiva: “Non si giocano finali tutti gli anni. Siamo il Lugano, stiamo crescendo e ci sitiamo ancora confermando un’ottima squadra in Svizzera. Per me è qualcosa di importante perché sono da tanti anni qua e questo fa sì che il nome di ognuno di noi in squadra possa restare nella storia di questo club. Abbiamo davvero tantissima voglia di fare la storia del Lugano e quindi proveremo a chiudere al meglio questa stagione”, conclude Jonathan Sabbatini.

