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J.J. dice la sua
Redazione
15 anni fa
Il direttore generale dell'Ambrì Piotta, J.J. Aeschlimann, difende le sue scelte

Ecco la presa di posizione del direttore generale dell’Ambrì Piotta J.J. Aeschlimann, pubblicata sul sito dell'HCAP: “Tengo oggi a ringraziare tutti coloro che hanno veramente l’Ambrì nel cuore e lo manifestano con la loro presenza sia nei commenti – negativi o positivi, ma sempre pensati per il bene della società – sia recandosi allo stadio per sostenere attivamente la squadra e al tempo stesso contribuire a coprire almeno una piccola parte dei costi sempre più elevati per la gestione di un Club di LNA.

 

L’Hockey Club Ambrì Piotta SA, nonostante le attuali difficoltà, è riconosciuto come un membro importante della Lega Nazionale ed è riuscito grazie alla partecipazione attiva nei suoi organi a riguadagnare simpatia e credibilità anche nei confronti degli altri membri del movimento hockeistico svizzero. Potete contare su di noi: continueremo ad assumerci attivamente la rappresentanza dei piccoli club anche negli anni a venire.

 

Diverse speculazioni e certi commenti infondati da parte di alcuni media ticinesi hanno però probabilmente intaccato la vostra fiducia nei nostri confronti e siamo coscienti che ci vorrà ulteriore lavoro per riconquistarla. Ma pur comprendendo la delusione che ispira le critiche degli ultimi giorni in merito alle nostre scelte di mercato, devo ricordare che esse vengono per forza di cose espresse con il senno di poi, senza conoscenza della situazione finanziaria del club, del mercato, dei regolamenti della Lega, della tempistica e delle circostanze che valevano al momento delle decisioni. 

 

Infatti, le nostre difficoltà attuali derivano pesantemente dagli infortuni di alcuni dei nostri migliori giocatori dopo il 31 gennaio 2011. A quella data, limite per i trasferimenti tessere B incluse, la società aveva 6 stranieri in lista paga, tutti pronti in previsione del 26 febbraio (unico indisposto Landry, con una prognosi di due-tre settimane). Senza dimenticare che dall’arrivo di Constantine il 22.10.2010 la squadra viaggiava virtualmente all’ottavo posto e non destava particolari preoccupazioni. 

L’ulteriore tesseramento di uno straniero con una tessera B – ormai diventato per i club di NLB un comodo sistema per guadagnar soldi – rappresentava a quel punto un costo finanziario importante e ingiustificato, sopratutto senza garanzia alcuna sui tempi di liberazione da parte della squadra d’appartenenza e sulle condizioni fisiche in cui si sarebbe trovato il giocatore al termine dei playoff di NLB.  

 

Quanto alla supposizione che la società non farebbe il necessario per proteggere i propri giocatori vittime di falli e cariche scorrette, la respingo categoricamente: abbiamo segnalato tutti i casi dubbi ai responsabili arbitrali e al giudice unico, fornendo il supporto video quando non fosse già stato acquisito d’ufficio. Non possiamo ovviamente imporre loro le decisioni e le eventuali sanzioni, ma si sappia che non siamo restati e non resteremo con le mani in mano.

Proprio per proteggere i nostri giocatori contro eventuali scorrettezze, come tra l’altro avviene in tutto il mondo hockeistico durante i playoff/out – in alcuni campionati addirittura durante la regular season – non divulghiamo la natura degli infortuni e le previsioni di rientro, ben sapendo che anche l’avversario segue da vicino le nostre problematiche e che utilizzerà queste informazioni contro di noi.

 

 

Ora la nostra società sta cercando con tutte le risorse a disposizione le soluzioni per affrontare al meglio la prossima serie di playout, mentre il nostro staff medico ed i fisioterapisti stanno facendo tutto il necessario per aiutare alcuni dei nost

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