
Sorride ai colori rossocrociati la giornata odierna ai Campionati europei 2019. Quattro equipaggi hanno raggiunto la finale per il titolo. Un risultato certamente incoraggiante e che fa ben sperare per il prosieguo della stagione, soprattutto in proiezione GO 2020.
Diciamo subito che non ci sono state sorprese. L’unica, in positivo, è giunta dal singolo pesi leggeri femminile. Sofia Meakin, classe 1998, ha fatto sua la prova d’appello con un crono di 7’47”41 contro i 7’48”87 della tedesca Leonie Pieper, vincitrice dell’altra serie, il che consente all’atleta del CA Vésenaz di accedere alla finale. Da sottolineare che la romanda ha lasciato a oltre 4” la seconda classificata, la tedesca Anastasia Lebedeva.
Nessun problema per Jeannine Gmelin. La zurighese si è imposta nel tempo di 7’27”98, migliorando il primato dei Campionati (7’31”15), stabilito lo scorso anno a Glasgow. Alle spalle della Gmelin si è classificate, nell’ordine, l’olandese Scheenaard e l’austriaca Lobnig. Nell’altra semifinale ai primi due posti troviamo le due “nonnine” del singolismo continentale: la 39enne ceca Knapkova-Topinkova e l’irlandese Sanita Puspure (38), campionessa mondiale 2018 a Plovdiv.
Tranquilla la galoppata del doppio élite di Barnabe Délarze e Roman Rössli. L’armo rossocrociato, passato al comando già al passaggio dei 500 metri, ha poi proseguito senza forzare, lasciandosi superare ai 1000 dai polacchi Zietrski e Baranski.Il doppio femminile “leggero” di Patricia Merz e Frédérique Rol è ormai una bella realtà. Oggi hanno dimostrato di avere, oltre che a una solida base tecnica, una combattività fuori dal comune che ha consentito loro di controbattere i ripetuti attacchi portati dall’armo azzurro di Mignemi e Rodini. Di tutto rispetto anche il valore cronometrico: 6’55”89. Un posto sul podio è alla portata nella finale di domani.
Non c’è stata la seconda sorpresa, ma ci siamo andati vicino. Sempre nel contesto dei pesi leggeri, grazie al singolista di Stansstad, Jan Schäuble, classe 1999, classificatosi al quarto rango in una semifinale vinta dall’ungherese Peter Galambos, sesto lo scorso anno ai mondiali di Plovdiv. Un buon debutto nel contesto europeo. Convincente anche il 4° rango del 4 senza élite maschile. Augustin Maillefer e compagni, terzi al passaggio dei 1500 metri, si sono visti superare proprio negli ultimi metri dall’armo ucraino. Dovranno accontentarsi della finale B (dal 7° al 12° rango) sia il singolista Nico Stahlberg (5° posto in semifinale), così come i due quattro di coppia: maschile e femminile.
Il doppio “leggero” di Andri Struzina e Fiorin Rüedi ha chiuso l’europeo, vincendo la finale C (13° rango assoluto). Sempre nella finale C, 2° posto per il doppio femminile di Pascal Walker e Valérie Rosset.
A.B.
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