
Inizialmente prevista per il 18 maggio, la ripresa delle attività da parte del FC Lugano – con le prime sedute di allenamento in programma dopo mesi di pausa – è slittata nuovamente. La società ha infatti comunicato ieri che non tornerà in campo prima del 30 maggio, ovvero un giorno dopo l’assemblea generale straordinaria della Swiss Football League (SFL) e tre giorni dopo la conferenza del Consiglio Federale (CF).Una scelta comprensibile sotto diversi punti di vista – soprattutto quello economico –, che ha però rattristato il tecnico Maurizio Jacobacci e la sua squadra: “Ho sentito i giocatori in queste settimane e tutti avevano una grande voglia di tornare ad allenarsi. Tenersi in forma a casa, individualmente, dopo un po’ è dura. Mancano le sensazioni del campo, le emozioni del gruppo e l’intensità del lavoro in collettivo. Non nascondo che tutti noi ci siamo inizialmente rimasti un po’ male quando il club ha deciso di posticipare ulteriormente la ripresa delle sedute, ma d’altro canto sappiamo che la società ha delle responsabilità – anche e soprattutto nei nostri confronti – e per questo comprendiamo le ragioni che l’hanno spinta ad attendere ancora, che sono sostanzialmente economiche. A fine mese ci sono degli stipendi da pagare e altre due settimane di indennità per lavoro ridotto possono dare una grande mano”.
Decidere di tornare in campo così tardi, sul piano fisico e sportivo, è però rischioso…“Se si dovesse davvero riprendere a giocare il weekend del 20-21 giugno, sarebbe praticamente impossibile avere una squadra pronta a reggere novanta minuti di gioco con sole tre settimane di preparazione (di cui una, quella iniziale, spesso di transizione). Anche con i cinque cambi a disposizione, la vedo comunque complicata e secondo me diversi giocatori si troverebbero in grosse difficoltà. Inoltre si stanno già creando delle disparità da questo punto di vista, con altri club che invece sono tornati in campo – o che lo faranno presto – e che dunque saranno più pronti, come ad esempio il San Gallo. Non temo di rimanere troppo indietro, ma va compreso che il rischio di infortuni – specie tenendo conto che andranno disputate partite ogni tre giorni – non è indifferente e non va sottovalutato. Io e il “Prof” (il preparatore atletico Nicholas Townsend; ndr) ne abbiamo discusso per ore e stiamo cercando di delineare la strategia migliore per ridurre al minimo i rischi”.
Ma lei – personalmente – tornerebbe in campo per concludere a tutti i costi questo campionato, a queste condizioni?“È chiaro che guardando il quadro completo - partite ogni tre giorni in condizioni fisiche non ottimali, elevato rischio di infortuni e di contagio, spalti vuoti… – finire questa stagione non parrebbe la scelta più saggia. Io concordo con la visione del presidente Angelo Renzetti e del resto della società, sarebbe meglio per tutti archiviare questo campionato in modo da potersi preparare con la dovuta serenità e il tempo necessario al prossimo. Che, intendiamoci, comunque non sarà affatto semplice. Molte squadre – tra cui forse anche il Lugano – dovranno rivedere il budget a dipendenza di come verrà impostata la stagione e dovranno far fronte a più insidie del solito, ma almeno si avrebbe a disposizione il tempo necessario per organizzarsi ed essere preparati”.
Lei che idea si è fatto, ha la sensazione che – alla fine – il 20 di giugno si tornerà a giocare?“Se devo basarmi sulle ultime dichiarazioni rilasciate dalla SFL negli scorsi giorni, ho la sensazione che verrà fatto di tutto per concludere la stagione in corso. È anche vero però che la situazione nelle ultime settimane e negli ultimi mesi è cambiata spesso da un giorno all’altro e dunque fare previsioni è complicato. Vedremo, noi comunque abbiamo l’obbligo di farci trovare pronti in ogni caso”.
Una certezza però c’è: alla fine di questo mese il suo contratto con il Lugano scadrà. Ha avuto modo di discutere con il club del suo futuro a breve e lungo termine?“Sì, in questi ultimi giorni i miei rappresentanti e quelli della società si sono trovati per trovare una soluzione quantomeno per l’immediato. L’intenzione è di finire quello che è stato iniziato, almeno fino a metà agosto e dunque al termine della corrente stagione, se si dovesse tornare a giocare. Non nascondo però che gradirei molto proseguire la mia avventura a Cornaredo almeno per un altro anno”.
Il presidente qualche settimana fa – nell’ambito della trasmissione “Fuorigioco @ home” – ha dichiarato che vedrebbe di buon occhio la possibilità di portare avanti questa collaborazione…“Mi fa molto piacere, si vede che siamo sulla stessa lunghezza d’onda. Qui mi trovo davvero bene e ogni giorno è piacevole andare in campo a lavorare con questa squadra e questo gruppo. Chiaro, alla fine sono i risultati ad avere il peso specifico più importante e a fare la differenza, ma le basi sulle quali discutere sono senz’altro positive”.
(martinn)
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