
Purtroppo l'arrivo dell'Inter a Lugano ancora non si è percepito, a Cornaredo le porte continuano ad essere chiuse, gli allenamenti di Conte svolti in grande riservatezza. Tuttavia l'arrivo dell'Inter in città, potrebbe trasformarsi in una grande occasione a livello internazionale, soprattutto in futuro.
“Questa grande occasione è da collocare in un processo digitale molto più ampio, che vede l'ambiente, l'internet del valore. Bisogna astrarre la parte sportiva ed emozionale, e vedere questi personaggi come dei prodotti su cui le società sportive stesse hanno creato valore per poterle vendere e rivendere nelle reti sociali” ha spiegato a TeleTicino Alessandro Trivilini, esperto di informatica forense alla SUPSI.
Un fenomeno che non concerne solo la squadra nerazzurra, ma che appartiene a molte società sportive di prestigio. “Pensiamo alla Juventus, la prima che ha digitalizzato tutta la società: non è più una squadra di calcio ma un'impresa digitale che fa marketing. Ronaldo non è un giocatore, vende uno stile di vita. In quest'ottica - sottolinea Trivilini - questa occasione è incredibile, ma va collocata in un processo digitale, per cui ci deve essere qualcosa prima ma soprattutto qualcosa dopo, che possa cavalcare l'onda come se fosse una brace su cui cuocere delle ottime bistecche sensa lasciare che si spenga”.
Secondo Trivilini, quindi, poco importa se la presenza dell’Inter sulle rive del Ceresio sia percepita fisicamente oppure no. Quel che conta è che sia capitalizzata nell’universo digitale: “Bisogna muoversi in modo veloce per costruire il prima e il dopo di questo evento affinché non si esaurisca su sé stesso. Occorre fare in modo che i contenuti - che gli stessi calciatori producono - possano continuare a vivere, magari riprendendoli nei nostri canali locali e facendo in modo che le persone possano seguire l'Inter ovunque”.
Un modo per stare al passo coi tempi per prolungare l’apparente presenza effimera della squadra milanese e per dare visibilità a questo evento anche a livello internazionale. “È fondamentale costruire processi digitali affinché i contenuti, e il loro valore, possano continuare a vivere e magari diventare virali, non dolo qui ma anche nel resto del mondo” conclude Trivilini.
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