“In pasto all’opinione pubblica senza sapere perché”
Gianni Infantino ha affermato che nessuno gli ha ancora spiegato esattamente di cosa è accusato. “ll mio obiettivo era mostrarsi collaborativi”
di Keystone-ATS/MMINO
“In pasto all’opinione pubblica senza sapere perché”
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Tre mesi dopo l’apertura di un procedimento nei suoi confronti, il presidente della FIFA Gianni Infantino afferma - in alcune dichiarazioni alle testate CH Media e al Blick - che nessuno gli ha ancora spiegato di cosa è esattamente accusato. “Sono stato dato in pasto all’opinione pubblica, senza che mi sia mai stato detto cosa avrei fatto di sbagliato”, ha dichiarato l’alto funzionario del calcio mondiale.

Sui tanto discussi incontri con l’ormai ex procuratore federale Michael Lauber, Infantino ha spiegato che era suo dovere, nella posizione di presidente della FIFA, parlare con lui, visto i 20 casi pendenti in Svizzera contro funzionari dell’organizzazione.

“Volevo fargli capire che con la nuova gestione della FIFA non ci sarebbero state solo le porte aperte, ma anche le finestre”, ha affermato. Insomma, l’obiettivo era quello di mostrarsi collaborativi con la giustizia. Riguardo al mistero legato al numero di incontri con Lauber, Infantino sostiene effettivamente di non ricordarsi se i colloqui siano stati due o tre, per questo non ha mai escluso che un terzo faccia a faccia sia avvenuto. Sulla mancanza di verbali, il presidente sottolinea semplicemente che non si tratta di un suo compito controllare la stesura di verbali da parte di un procuratore.

Attualmente Infantino è indagato per istigazione all’abuso d’autorità. L’accusa si riferisce proprio agli almeno tre incontri non verbalizzati avvenuti fra il 2016 e il 2017.

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