
Il presidente della Federcalcio iberica (RFEF) Angel Maria Villar, numero uno da 29 anni e attuale vicepresidente della FIFA, è stato arrestato questa mattina nel corso di una maxi operazione anti-corruzione della Guardia Civil.
Stando a quanto riferito dai quotidiani Marca e El Pais in manette sono finiti anche suo figlio Gorka Villar, il vice-presidente e responsabile del reparto economico Juan Padron e altri dirigenti della RFEF. Una decina in tutto le persone coinvolte e diverse perquisizioni sono in corso nella sede della Federazione e in diverse abitazioni private.
L’operazione è coordinata dal giudice della Audiencia Nacional Santiago Pedraz. Tra i reati contestati quello di amministrazione sleale, contraffazione e appropriazione indebita, relativamente all’organizzazione di incontri internazionali.
Secondo gli investigatori, Villar (che risulta pure indagato in un altro procedimento per un trattamento di favore al Recreativo Huelva) avrebbe inoltre utilizzato i fondi dalla Rfef anche per supportare al sua rielezione dello scorso maggio, l’ottava consecutiva, che ha portato l’ex giocatore dell’Athletic Bilbao a guidare la Federcalcio ininterrottamente dal 1988.
L'inchiesta era scattata l'anno scorso dopo una denuncia presentata dal Consiglio Superiore dello Sport spagnolo, che ipotizzava fra l'altro irregolarità a beneficio del figlio di Villar, avvocato specializzato nel diritto sportivo e titolare della società Sports and Advisers.
Nei confronti di Villar è in corso inoltre un'altra inchiesta sull'utilizzo finora non giustificato di una sovvenzione pubblica di 1,2 milioni di euro destinati a progetti sportivi solidali in paesi dell'Africa e dell'America Centrale che non sarebbero stati realizzati.
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