
In Italia si discute molto a proposito della ripartenza del campionato di calcio, tanto che la maggioranza di governo si è spaccata sull'argomento, con Matteo Renzi che è andato contro il Ministro Vincenzo Spadafora: "Venga in Parlamento, non può decidere da solo - ha tuonato l'ex Premier - Spadafora non capisce né di calcio né di democrazia."
Grande appassionato è anche l'altro Matteo, quello all'opposizione, Salvini, tifosissimo del Milan:"Far riprendere il campionato? Ovviamente non domani: bisognerà aspettare almeno 15 giorni di parzialissima riapertura del paese per avere tutte le assicurazioni necessarie. Mi auguro si possa ripartire entro giugno, anche perché in caso contrario lo stato si ritroverebbe un altro settore in crisi. Ho parlato con diversi dirigenti di club e se non si dovesse ripartire molte squadre rischierebbero il fallimento. Il calcio è sport e passione, ma anche business e azienda. Tutti coloro che ne parlano nel Governo devono capire che, se si ferma il calcio, si fermano anche tutti gli altri sport. Ci sono in ballo migliaia di posti di lavoro. Mi pare che da parte di qualcuno ci sia mancanza di conoscenza, perché lo sport va conosciuto non solo in superficie: parliamo di trecentomila posti di lavoro, pensiamo anche a tutto l'indotto. Se il ministro Spadafora non permettesse la ripartenza del campionato, a occhio e croce ci sarebbe un miliardo circa da reperire. Mi sembra che l'Italia non se lo possa permettere. Da parte di qualcuno è anche facile sparare contro i ricconi del calcio per evitare di parlare di altro. Ma questo qualcuno dovrebbe spiegare dove si trova il miliardo per coprire l'eventuale buco, visto che la metà delle società fallirebbe e licenzierebbe i dipendenti. Ritengo che, in sicurezza, si debbano fare delle ipotesi concrete di ripartenza, è fondamentale. Altrimenti metteremo in ginocchio un intero settore produttivo, io ci penserei tre volte."
Al vaglio c'è anche l'ipotesi che le squadre lombarde, come il suo Milan, giochino fuori regione."Se servisse per ripartire sarei d'accordo, bisognerà farlo in modo attento e differenziato. L'Italia ha regioni a contagio zero da giorni e addirittura moltissimi comuni da due settimane, non puoi trattare tutti alla stessa maniera. Direi che a questo punto poco importa dove verrebbero disputate le partite, l'importante è ripartire."
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