
Ha fatto rapidamente il giro dei media italiani, da La Repubblica a La Gazzetta dello Sport, la punizione inflitta ai suoi giocatori da Paolo Tramezzani dopo la scialba prestazione di domenica, culminata con la sconfitta per 2-5 in casa del Thun. L'allenatore del Lugano, ricordiamo, ha portato la squadra alle 6 del mattino a visitare una fabbrica di vernici a Davesco, per vedere come lavora la gente comune.
A raccontare la vicenda e un curioso aneddoto del suo passato a VareseNews è stato Francesco Russo, 36enne portiere varesino dei bianconeri che recentemente si è ritagliato uno spazio nell’undici titolare con diverse buone prestazioni.
“Io so bene cosa vuol dire lavorare, ho visto mia mamma e mio papà piegati dalla fatica per 45 anni – ha spiegato - so quanto sono fortunato a fare il calciatore, credo che altri lo comprendano meno, ma c’è tempo per imparare».
Russo vanta diverse presenze anche in serie C in Italia, e durante la sua permanenza al Pergocrema l’allenatore aveva deciso di dare una scossa alla squadra con un’iniziativa simile: “Una volta siamo stati portati in un posto ancora più strano. Quando giocavo a Pergocrema, in serie C, mister Maurizi ci portò al cimitero prima del match con la Spal. Ci mise davanti alle tombe e indicandole ci disse: “Chiedete se loro possono fare qualcosa ora?”. Per farci capire che la vita va vissuta qui ed ora. Vincemmo 0-1, direi che fece il suo effetto…”.
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