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"In bocca al lupo mister"
Redazione
12 anni fa
Due suoi difensori, Saulo Decarli e Bruno Martignoni sulla partenza di Tami dalla guida della Nazionale U21

Insieme a Pier Tami hanno condiviso gioie e dolori della vita in Nazionale U21. Saulo Decarli (difensore dell'Eintracht Braunschweig) e Bruno Martignoni (difensore dell'Aarau) ricordano così l'esperienza condivisa con il mister ticinese e sono sicuri del suo successo sulla panchina del Grasshopper.

Saulo Decarli:

Cosa ne pensi del passaggio di Tami al Grasshopper?

"È una bellissima opportunità, una panchina molto importante e sono sicuro che per Tami sarà una bellissima sfida."

Questa scelta è strettamente legata al fatto che Tami non è diventato allenatore della maggiore secondo te?

"Non so quanto ci sperasse, ma quando arrivi tra gli ultimissimi candidati un po' ci credi. Credo che ora abbia voglia di una nuova sfida e il Grasshoppers è una grandissima motivazione."

Che tipo di allenatore è Tami?

"È un allenatore che ho apprezzato molto, forte sotto l'aspetto della gestione del gruppo e molto preparato e riesce a trasmettere tranquillità ed è un mister anche vincente perché ha portato la Nazionale U21 dove non era mai stata."

Che cosa ti ha lasciato?

"Mi ha aiutato a crescere molto, la Nazionale ti permette di vivere un'esperienza unica, di confrontarti con alte realtà calcistiche e raggiungere un obiettivo importante. Serbo un ottimo ricordo di questo mio capitolo calcistico."

Allenare la Nazionale non è come allenare una squadra di club...

"Sicuramente è diverso, in un club lavori tutti i giorni a stretto contatto con i giocatori, però alla fine le basi sono quelle, personalmente non vedo così grandi differenze o problemi, anzi. Sono convinto che se sei un ottimo allenatore in Nazionale lo sarai anche in un club."

È più facile passare dall'essere un allenatore di club ad allenare la Nazionale o viceversa?

"Non per forza c'è una risposta a questa domanda. In ogni panchina pesano le esperienze, che siano di un club o in Nazionale. È chiaro che all'inizio le cose saranno un po' diverse perché il lavoro cambia, però credo che Tami possa adattarsi velocemente e integrarsi subito in questa nuova realtà."

Bruno Martignoni:

Come definiresti Pier Tami?

"È una persona onesta, molto educata che parla spesso con i giocatori, anche quando non stavo giocando molto ad Aarau mi aveva convocato e mi aveva fatto capire che se giocavo poco era più difficile essere chiamato in Nazionale. Alla fine peso che in Ticino tutti lo apprezzino molto. Come allenatore è molto bravo a lavorare con i giovani e nonostante ci vedesse magari una volta o due al mese era in grado di trasmetterci i suoi ideali, il suo stile di gioco e le sue motivazioni."

Che cosa ti ha lasciato?

"Grazie a Tami ho potuto far parte della Nazionale U21, ed è un traguardo che penso in tanti sognino, oltre alla prima squadra, perché comunque si parla già di professionismo. Ho potuto confrontarmi con giocatori di spessore, con lui ho imparato a vivere lo spirito della Nazionale e ad essere orgonoglioso ogni volta che venivo convocato."

Come vedi il suo futuro al Grasshopper?

"Non credo avrà problemi, è una persona che sa farsi valere e come porsi con i giocatori e non potrà che fargli bene gestire una squadra giorno per giorno e avere quindi più tempo per far passare le sue idee. Inoltre il GC è una squadra composta da molti giovani, che ha voglia di rifarsi dopo il brutto girone di andata, penso che la squadra debba cambiare rotta e credo che lui potrà essere un buon condottiero."

Prima o poi arriverà anche la sfida con l'Aarau, come sarà giocarci contro?

"Sarà particolare, gli auguro il meglio per tutte le partite fino a quando non incontrerà l'Aarau. Spero che possa essere un nuovo trampolino di lancio dopo tanti anni passati all'ASF."

E questa sera a Fuorigioco News alle 19.10 circa l'intervista con Pier Tami.

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