
"Buon" sangue non mente: come il fratello Gabriele - presidente di un Bellinzona caduto in disgrazia nel 2013 - pure Tommaso Giulini non brilla per la propria pazienza, calcisticamente parlando.
Al suo primo anno da presidente del Cagliari, "Giulini 2" ha infatti dimostrato anch'egli una certa predisposizione all'esonero: non sono neanche trascorsi completamente i primi 4 mesi di campionato e... via Zdenek Zeman.
D'accordo, un terz'ultimo posto accompagnato da due successi in sedici giornate non sarà un ruolino esaltante, ma si parla pur sempre del piccolo Cagliari, che molte gare le ha inoltre perse (o non vinte) per sfortuna e che nell'ultimo turno si è inchinato alla Juventus, non proprio la squadra dell'oratorio...
Il patron dei sardi sta muovendo i primi passi, ma in questo senso il suo rapporto con la figura dell'allenatore non è molto incoraggiante.
Anche perché - come gli "suggeriva" saggiamente un editoriale sulla Gazzetta dello Sport degli scorsi giorni - chi ingaggia il boemo sposa un progetto (e questi ultimi richiedono tempo e calma).
I nomi per rimpiazzare Zeman si sono sprecati: Walter Zenga (che ha però subito detto no da Dubai), Edy Reja, Delio Rossi e Gianfranco Zola.
Toccherà a quest'ultimo, sardo ed ex giocatore del club (soprattutto un'operazione simpatia?).
Cavasin, Morinini, Tebi, Andermatt, Ponte, Gabriele e pure Schällibaum, dimessosi dopo essere stato più volte "bacchettato" dall'ex presidente granata: l'elenco del "tagliatore di teste" Gabriele è insomma particolamente ricco, auguri di Buon Natale al fratello Tommaso e che Santa Claus gli porti consiglio per il futuro.
Perché fare dell'esonero una tradizione di famiglia potrebbe infatti rivelarsi più dannoso che pagante...
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