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Il Tour de France prende il via
Il Tour de France prende il via
Il Tour de France prende il via
Redazione
10 anni fa
Il 18 luglio la corsa arriverà in Svizzera, per un arrivo di tappa previsto a Berna. Occhi puntati su Cancellara, alla sua ultima presenza

Parte oggi dalla magnifica cornice normanda del Mont Saint-Michel l’edizione numero 103 del Tour de France. Dall’ombra del Santuario costruito in onore di San Michele Arcangelo all’Arco di Trionfo situato sugli Champs Elysees parigini, per un viaggio lungo 3519 km e caratterizzato da ben nove tappe di montagna, di cui 4 con arrivo in quota. L’epilogo della quinta frazione previsto a Le Lioran, località sul massiccio centrale francese, fungerà da primo vero spartiacque per chi, dei 198 corridori iscritti in partenza, vorrà avere ambizioni di classifica generale. Lo spettacolare trittico sui Pirenei prima, e l’arrivo sul mitico Alp d’Huez dopo, sapranno essere giudici inflessibili, capaci di cancellare speranze di primato per tutti coloro che non dovessero presentarsi al via con la giusta condizione atletica. Per costoro quindi il giallo cambierà valore, da immagine del trionfo francese a simbolo d’invidia, per quello che si poteva fare ma che purtroppo non si è fatto. Il veloce passaggio sul massiccio del Giura porterà la corsa in Svizzera, in data 18 luglio, per un arrivo di tappa previsto a Berna. Nella capitale i corridori beneficeranno anche della seconda giornata di riposo prevista dagli organizzatori, prima di ripartire, con una tappa interamente su territorio elvetico, in direzione di Parigi. Prima della celebre passerella finale sulle strade descritte in musica dal celebre cantautore franco-statunitense Joe Dassin, la carovana ciclistica si sfiderà in una quattro giorni di pura ascensione, caratterizzata anche dalla presenza di una cronoscalata di difficile interpretazione. Molta, anzi moltissima, la salita prevista in questa particolare edizione del Tour de France. I corridori forti in pianura e gli sprinter non avranno che di troppo disperare. Per loro sono infatti previste ben nove tappe considerate possibili frazioni con epilogo in volata. A coronare il tutto, una cronometro vallonata di 37,5 km da affrontare nel corso del tredicesimo giorno di corsa.

La particolare bellezza del Tour de France risiede nella sua capacità di richiamare al via tutti i più grandi interpreti delle competizioni ciclistiche a tappe. In quest’ottica, quest’anno non manca proprio nessuno. Dalla Normandia partono con i gradi di grandi favoriti per il successo finale il britannico del team Sky e già due volte vincitore della maglia gialla finale, Christopher Froome, e il fortissimo colombiano del team Movistar, Nairo Quintana. Tra i due litiganti, potrebbe godere lo spagnolo della Tinkoff, Alberto Contador. Il murciano, con residenza a Lugano, affronta infatti la sfida francese un po’ nell’ombra, nascosto dalle gesta mostrate quest’anno dai due personaggi citati precedentemente. Chissà che questa particolare situazione non possa giovare alla tranquillità dell’animo del campione spagnolo che, non trovandosi addosso le numerose pressioni esterne previste nei confronti del favorito principale, potrebbe quindi trovare le condizioni ottimali per esprimere le sue migliori prestazioni.A cercare di rendere la vita dura a questo terzetto ci proveranno in diversi. I più quotati, nel ruolo di outsider, sono gli italiani del team Astana, Fabio Aru e Vincenzo Nibali, la coppia del team BMC, Richie Porte e Teejay Van Garderen, i francesi Thibaut Pinot della FDJ e Roman Bardet del team AG2R, e l’olandese della Giant, Tom Dumoulin.

Per quanto riguarda la truppa rossocrociata, molto interesse risiede nel vedere cosa sarà in grado di fare Fabian Cancellara, alla sua ultima partecipazione alla corsa francese. C’è da credere che Spartacus, così soprannominato il bernese, avrà segnato con il tradizionale cerchiolino rosso proprio la tappa con arrivo nel cuore della capitale svizzera, dove il traguardo sarà piazzato proprio a due passi da casa sua. Probabilmente Fabian, visto molto in palla durante gli ultimi campionati svizzeri, cercherà di sorprendere il gruppo già quest’oggi. Sul finale odierno, il corridore della Trek-Segafredo, grazie a una fiammata delle sue, potrebbe infatti uscire dal gruppo, andando così a vestire la prima maglia gialla, degno coronamento della sua brillante carriera. Sempre per i successi giornalieri bisognerà attendersi qualcosa d’importante anche da Michael Albasini del team Orica. Mathias Frank, capitano del team IAM, avrà invece l’obiettivo di migliorare l’ottavo posto in classifica generale ottenuto nell’edizione dello scorso anno. Il compito, per lo scalatore svizzero, è di quelli difficili. Nell’ultimo Tour de Suisse, ultimo vero banco di prova per il lucernese, il pupillo di patron Thétaz ha infatti offerto una prova anonima, culminata con un ritiro in corsa, legato a una situazione di malessere fisico. I primi giorni di corsa saranno quindi indispensabili per capire le reali condizioni dell’atleta del team IAM. A Martin Elmiger, Reto Hollenstein, Steve Morabito, Gregory Rast, Sebastien Reichenbach e Michael Schaer saranno invece prevalentemente affidati i compiti di aiuto e sostegno ai rispettivi capitani. In corso d’opera, e se le condizioni si dimostreranno essere favorevoli, questi ultimi potrebbero beneficiare di alcune giornate libere da impegni di squadra, per provare a centrare così la vittoria che vale una carriera.

Da notare che sulle strade francesi non sfilerà in gruppo la maglia di campione nazionale svizzero. Jonathan Fumeaux, a sorpresa neo vincitore del titolo, non è stato convocato per la rassegna francese dalla sua squadra, la IAM. Un peccato veniale, certo, ma che creerà un pizzico di nostalgia nel non vederla transitare lungo le carreggiate, in particolare nel corso della per noi speciale tappa di Berna.

Andrea Gregori

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